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Faccio a pugni con te,
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Ti leggo nel pensiero [F. De Gregori]
29 02 2008Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Canzoni, Video
Quanto può valere il mondo intero se probabilmente un giorno potrai avere l’universo?
28 02 2008Non so dare risposta a questa domanda semplicemente per il fatto che non c’è paragone tra le due cose e la parola “probabilmente” non può far altro che porre rischio e dubbio sulla persona che lo pensa. Il dubbio è fatale per qualsiasi cosa e il rischio fa presagire una parte di sconfitta e una di vittoria. Del se poi, non ne parliamo…. dalle mie parti si dice “se la vecchia non moriva campava cent’anni”….SE
Queste due lettere quanti dubbi e rischi fanno correre.
Mi vengono in mente quelle lezioni di programmazione da tempo abbandonate. In informatica il se è netto! O si fa una cosa o un’altra, non ci può essere una via di mezzo se non un’altra soluzione ben definita. Ma seppur ci siano N soluzioni ci sarà sempre qualcosa di nettamente definito….
Ma che sto dicendo??!?!?!? Deliro….
Penserò a quella frase e se mi verrà una risposta la darò, anche se ora senza pensare a nulla e con il rischio nelle vene io dico:
VOGLIO L’UNIVERSO
Se poi non l’avrò pazienza. C’era uno scrittore inglese che diceva:
“Meglio aver amato e perduto che non aver amato mai”
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Categorie : Pensieri
Amore atipico parte II
25 02 2008Il tramonto del sole romantico
Charles Baudelaire
Oh, quanto è bello il sole che sorge allegro e forte
e il suo buondì ci lancia come uno scoppio rosso!
felice che ne può con animo commosso
salutare, gloriosa più d’un sogno, la morte!
Ricordo!… Ho visto tutto, la fonte, il solco, il fiore,
anelar come vivido cuore sotto i suoi sguardi.
- Corriamo all’orizzonte, presto, corriamo, è tardi,
che non ci sfugga almeno l’ultimo obliquo ardore!
Ma io rincorro invano il Dio che s’allontana;
stende l’ineluttabile Notte su noi, sovrana,
le abbrividenti ali, funeste, umide, opache.
Un lezzo di sepolcro nelle tenebre vagola,
e il mio timido piede ai margini del brago
schiaccia rospi imprevisti e lubriche lumache.
Affascinante e oscuro. Quest’abbraccio tra il più puro amore con la più pura tristezza. Così ci volgiamo a guardare quel destino che neghiamo e che ci ha negato.
Rido, non posso far altro che sorridere di fronte a situazioni minuscole che condizionano la vita. Di pianti ce ne sono stati fin troppi e posso fare solo come quel beffardo e inesistente destino; posso solo negare che non ce ne saranno altri.
Se distanza vuol dire lo spazio che sapara due posti mi chiedo quanta distanza percorre un frammento per infrangersi sulla Terra. Quanta distanza c’è tra un uomo e un sogno? Troppo poco…. se davvero fosse così immenso come la distanza di un dito verso una stella, qualunque essere sulla Terra vivrebbe in un modo completamente diverso.
Guardatelo quell’uomo. Quando nella sua mente afferma “Voglio arrivare lì!”.
Se quella distanza è così piccola, perchè una distanza ancor più infinitesimale deve manovrare un’intera esistenza?
Non ho risposte…. questo limbo che mi avvolge mi terrà freddo ancora per molto molto tempo.
Ciao Baudelaire, spero che avrò presto notizie di te….
“Baudelaire fra l’ assenzio cantava ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare.”
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Categorie : Pensieri, Poesie
Il grave dilemma del fare o non fare.
23 02 2008A volte come spesso accade ci troviamo di fronte alla grave e pesante domanda che ci pone davanti ad uno dei più grandi dubbi che lacerano qualsiasi convinzione.
Il dubbio è quello di guardarsi dentro e sapere se c’è veramente quello che stiamo osservando.
La domanda è: “È giusto travolgere tutto quello che ci precede solo per un nostro sogno?”
Se è vero, come lo è, che “volere è potere” è anche vero che per qualsiasi lato si guardi la faccenda quel potere desidereremmo usarlo solo per un qualcosa di completamente astratto. Che sia sogno o desiderio e mai per una faccenda quotidiana. Quel potere è talmente grande che davvero ci permeterebbe di fare QUALSIASI cosa, ma come qualsiasi forza in questo mondo bislacco c’è sempre e sicuramente un’altra forza che si oppone all’altra.
Se da una parte abbiamo questo grande potere che è dettato solo dal desiderio, dall’altro lato abbiamo un potere di egual misura rappresentato unicamente dalla paura. La stessa paura che non ci permette esprimere ciò che proviamo fino in fondo, quella stessa paura che ci attanaglia il cuore pensando e ripensando a qualsiasi conseguenza del famoso FARE, che cerca dentro il suo stesso oblio un’altra motivazione e un’altra ancora. Quell’eterna paura oscura che frena qualsiasi sentimento, che afferra incessantemente l’istinto e la spontaneità.
Definirei, quindi, il volere come istinto e la paura come ragione…. che strana metafora.
Quella voglia innata che ci portiamo dietro fin da quando non avevamo ancora visto nel profondo il contorcersi inanimato dell’aria e di tutto ciò che tocca. Quella ragione che ci ha insegnato proprio il mondo; tutto quello che il mondo ci ha insegnato a pensare, quello che ci ha obbligati a pensare!
Ci contorciamo insieme all’aria senza avere la più pallida idea di cosa stia accadendo. Incoscientemente cerchiamo in ogni modo di avere il consenso di una o milioni di persone perchè così, secondo il mondo, non ci sentiremmo così soli.
Siamo soli perchè neghiamo in ogni gesto e parola quello che proviamo.
Non pensiamo minimamente che quella ridicolissima frase che penseranno tutti serva a qualcosa. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare”. BALLE! La paura non può nulla contro il vero volere. Ed è qui che si scioglie la matassa.
Se una persona vuole davvero qualcosa ignorerà tutto quello che si pone dinanzi al suo volere. Ignorando qualsiasi conseguenza buona o cattiva, qualsiasi pensiero, qualsiasi situazione…. e qualsiasi colore nuovo gli si pari davanti.
Questa persona così cieca si scontrerà in questa lotta impari con il mondo intero, senza conoscere sconfitta.
È questo ciò che vogliamo? Correre alla cieca verso il nostro desiderio o esimersi da esso; realizzare un sogno o aspettare che quel contorcersi irrefrenabile tra un milione di anni ci dia la risposta?
Il grave dilemma è risolto.
“Fare o non fare, non c’è provare”
Yoda
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Categorie : Pensieri
Elementi della perfezione
8 02 2008Non esistono misure nell’amore. O si ama o no, per quanto lo si odi. L’unico elemento che non rientra nella catena infinita del 4. L’unica nobile eccezione alla teoria della vita, forse il cerchio che racchiude insieme tutte le vie. Forse l’unica cosa più perfetta del 4. Ma non esistono misure nemmeno alla perfezione. L’amore non può essere, quindi, più perfetto del 4, può solo essere un altro elemento che insieme al 4 forma un altro infinito. Mancano, quindi, altri due elementi che si uniranno comunque a due opposti, una via di mezzo e ad un origine. L’origine è forse il 4 stesso, l’amore è un elemento scisso dal 4. E per arrivare alla vera perfezione mancano ancora 2 elementi. Uno dei due è sicramente l’odio, opposto all’amore. Manca solo la via di mezzo…. vita accogli i miei più reconditi desideri.
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Categorie : Il perfetto 4, Pensieri, Poesie
Svastica
6 02 2008
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Categorie : Immagini
Non capireste mai
6 02 2008Sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se proprio per questo devo amarti, come?
Se questo è il legame come poterlo sciogliere, come?
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue?
Sete di te, sete di te, ghirlanda amara e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete, sete infinita. Sete che cerca la tua sete
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.
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Categorie : Poesie
Una lacrima
5 02 2008Sento che il respiro viene a mancare, i miei movimenti sono incontrollati. All’interno e all’esterno tutto sembra vibrare, come una foglia che inesorabilmente sta per staccarsi dal ramo che la mantiene. I miei occhi divengono inutili, le immagini completamente sfocate, i contorni indistinti e colori ormai morti. Non voglio chiuderli; nei contorni sconosciuti del mondo circostante ricordo come lo vedevo prima. Lo sguardo cosciente è perso all’interno di me, cercando un solo motivo.
Nell’affannata ricerca, come un ladro rovista nei cassetti, con la paura che qualcuno lo scoprisse, ne trovo milioni. Sommati ai presenti e a quelli dal tempo rimossi dalla superficie.
Il dolore non scompare, si nasconde.
Come un bimbo che cerca di staccarsi dalla propria ombra; non può farlo. Per quanto voglia abbandonarla è sempre lì e senza rimorsi ella ti segue, noncurante del tuo pensiero o del tuo odio incosciente verso di lei.
Compio movimenti assurdi, massaggiandomi la tempia o ravvivando i capelli. Quel dolce fruscio delle dita sui capelli e il fievole massaggio mi ricorda uno dei motivi per i quali sto piangendo.
Vorrei parlare, ma qualcosa si è già rotto dentro di me. La mia voce uscirebbe strozzata, la voce di un’altra persona. L’inconfondibile voce del dolore. Mi sforzerei di parlare con la mia voce ma il dolore è una delle cose più forti che abbiamo dentro. Quando ti sussurra, tutto viene a mancare. Ciò che poco prima era stupendo diviene orribile. Scacciamo il pensiero più bello perch+ stiamo ancora ascoltando le sua ammalianti parole, ipnotizzati dalla furia stessa di quello che stiamo creando.
Tutti i ricordi più sofferti vengono in superficie, come se si sentissero soli, come se volessero seguire la corrente trasportata dal primo triste pensiero che ha scatenato questa reazione a catena.
Le labbra stanno beffardamente mutando in un labile sorriso. Mi ricordano le maschere appese ai lati del sipario dei vecchi teatri, con drappi rossi, le balconate di russo e l’orchestra sotto il palco.
Gli occhi sono ormai immersi. Mi bruciano e provo l’irresistibile desiderio di chiuderli per donargli un minimo di sollievo. Stringo i denti. La trattengo.
Poi li chiudo….
Da entrambi gli occhi scivolano due lacrime e un altro frammento di cuore si è spezzato. Le due stille gemelle scendono giù, creando percorsi irregolari, si snodano e sfiorano l’angolo edlla bocca. Curvano sull’orlo del mio mento e m’accarezzano il collo. La mia mano s’alza e le sfiora, credendo fosse stata un’altra cosa, un’altra persona a toccarmi.
Dicono che si creano all’angolo degli occhi, frutto di una strana reazione umana. Io credo, invece, che le generi il cuore, attraverso un suo canale personale. Solo per ricordarti che se muori tu, muore anche lui. Per ogni lacrima scesa, perde un pezzo. Per ogni pezzo, perdi una lacrima.
E questo circolo vizioso continuerà in eterno, finquando non ci sarà niente per cui piangere. Finchè il tuo cuore non sarà completamente distrutto.
Ho pianto, ma almeno so che il mio cuore è ancora con me.
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Categorie : Racconti
Attimi confusi
1 02 2008Il ribollire del sangue nelle vene mi faceva avere la sensazione di una scia di benzina che pian piano prendeva fuoco dentro di me. Quando la voglia mi prendeva moriva persino lei; davanti a me scompariva in un soffio come la condensa del caldo respiro in una fredda giornata d’inverno. La pace di un momento, di quel momento, ritrovata in quello stesso soffio portato via in un luogo fiabesco, dove il calore è trasportato semplicemente dallo sguardo, dalla vicinanza di un sogno amato.
I miei occhi erano fissi suoi suoi, persi in un incontenibile fremito che si contrastava in una frenetica lotta immersa nel calore circostante. L’incandescenza delle sue mani finiva per portarmi alla follia. Continuando per la scia che stava percorrendo un attimo prima, quando le mie emozioni si limitavano al solo sguardo.
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Categorie : Racconti


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