Il ribollire del sangue nelle vene mi faceva avere la sensazione di una scia di benzina che pian piano prendeva fuoco dentro di me. Quando la voglia mi prendeva moriva persino lei; davanti a me scompariva in un soffio come la condensa del caldo respiro in una fredda giornata d’inverno. La pace di un momento, di quel momento, ritrovata in quello stesso soffio portato via in un luogo fiabesco, dove il calore è trasportato semplicemente dallo sguardo, dalla vicinanza di un sogno amato.
I miei occhi erano fissi suoi suoi, persi in un incontenibile fremito che si contrastava in una frenetica lotta immersa nel calore circostante. L’incandescenza delle sue mani finiva per portarmi alla follia. Continuando per la scia che stava percorrendo un attimo prima, quando le mie emozioni si limitavano al solo sguardo.



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