Al mattino

1 03 2008

Il gallo ancora tace ed una piccola goccia di rugiada scivola dalle labbra di una rosa. Attraverso le nuvole, la stella emanava i suoi offuscati raggi e la triste e bianca luna rideva del beffardo gioco dell’avverso.
Io sono qui, osservo lo spettacolo e mi immedesimo in esso; la lacrima scorre lenta sulla mia guancia, gli occhi cercano di eludere la visione creata dal mio cuore mentre la mente ride, beffa il cuore soggiogandolo all’amaro sentimento che dolor non porta ma sofferenza aumenta, scaglia dardi di ghiaccio nel calore immenso che c’è dentro ognuno di noi.
Io sono qui, rimango inibito alla triste visione.
Sono qui e continuo a sperare che al mattino lo spettacolo cambi.





Lo specchio

1 03 2008

Solo in un fievole bagliore,
assorto dentro me stesso.
Gli occhi si baciano
entrando gli uni negli altri.

L’immagine curiosa
immobile e stupita,
s’addentra e penetra
librando nell’oblio.

Fui di nuovo solo
e di colpo luce.
Sotto i miei occhi
frammenti dello specchio infranto,

dove mille cornici di me
scrutavano l’orizzonte.
Travolto dal cerchio di fuoco,
alla ricerca del buio.

Unico modo
per zittire
l’insistente vocio
di cuori calpestati.