Passi veloci e felpati
che si allontanano
nel ricordo d’un incubo.
Silenzio.
Ora un sogno, poi
una realtà. Che sfuggono
imperterriti al consumarsi
dell’oscuro.
In ogni angolo, regno
delle bramosie e creature,
sfugge alla vista
un lampo e un graffio.
Movimenti inesistenti,
immaginati nella paura
dell’ignota presenza.
Buio.
Scappa;
la corsa è più veloce del respiro,
che fugge, si dilegua
e poi ritorna.
Occhi nascosti
nei lumi della luce.
Figure indistinte
che scompaiono allo sguardo.
Solo, nel rumore della caduta
d’una goccia che cade.



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