Vorrei stringere tra le braccia una lacrima, carezzarla e poi, di colpo, ucciderla. Frantumarla in milioni di frammenti di tristezza. Vorrei aver vicino un essenza atipica, che raccolga in se solo il senso della quiete. Vorrei che quell’essenza mi guardasse solo per ciò che sono, non per ciò che appaio. Vorrei che ciò che sono sia l’unica ragione che mi spinge a portarmi sulle spalle troppe memorie e troppi errori. Ciò che sono è ciò che sono. Niente di più. Probabilmente non è abbastanza….



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