Il cinema e il cinema italiano

12 06 2008

Il problema maggiore nella produzione di un film è che si pensa soprattutto al profitto derivato da esso. In Italia, purtroppo, la maggioranza delle persone preferisce guardare un “film” (capirete il perchè delle virgolette) piuttosto leggero, spoglio, con significati che non vanno oltre la più bassa, istintiva e mera comprensione di base del cervello. Ecco che quindi che tra i più grandi incassi vediamo i film di Natale o le cazzate “ragazzo, ragazza, amici, delusione, bacio”.

Cito una frase di Quentin Tarantino:
[Il cinema italiano odierno] mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni ‘60 e ‘70 e alcuni film degli Anni ‘80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia. (da TV Sorrisi e Canzoni n. 23, 2007)

Con questo corto tratto dal festival di Cannes 2008 volevo mandare a fanculo i vari film che spopolano tra le labbra della gente. Ne cito solo alcuni giusto per rendere l’idea: il divo, gomorra, ho voglia di te, tre metri sopra il cielo, natale sul nilo, natale a new york, natale, natale e ancora natale, come tu mi vuoi, scusa ma ti chiamo amore, notte prima degli esami, questa notte è ancora nostra, 27 volte in bianco, prova a volare, ecc.

VAFFANCULO!


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