Lethe [Dark Tranquillity]

5 08 2008

Dammi da bere del fluido che disintegri
E concedimi il dolce balsamo e la benedizione
Della dimenticanza, vuota e forte

Tienimi accanto, disfa le stelle
Mentre sfreccio tra i cieli
Sfreccio attraverso la notte
Perché tu sei la mia lama e la mia corda
Tu sei il mio
Lete

In correnti di cobalto
Infuri nel mio cuore
Per recidere, per forare
I ricordi che bruciano
Dilaga nelle arterie
Con affilate pugnalate di dolore
Le tue dita come artigli m’uccidono ancora

Possiedimi, invadimi e caricami ancora
Perchè io brucio e rabbrividisco
Brucio ad ogni movimento

Così, purificato da un flutto di luce
Io compaio; rinnovato e riforgiato
Carezzato dal dolce balsamo e benedicendo
La dimenticanza, vuota e forte
Lete,
Tienimi accanto, mio unico amico e guida
Mentre affondo fra le tue dita
Affondo nel tuo amore
Poiché tu sei la vita che odio
Tu sei il mio
Lete

Trascinami in basso, in singhiozzi appassionati
Con l’oceano sopra di me
Fiamme nei miei occhi
E garantiscimi una vita che io possa vivere
senza…

Conducimi via, conducimi via
Dalla vita che odio

Give me the drink of the fluid
That disintegrates
And lend me the sweet balm and blessing
Of forgetfulness, empty and strong
Lethe
Oh, lethe

Hold me near, unravel the stars
As I speed through the heavens
Speed through the night
For you are my blade and my rope
You are my lethe
You are my all

In currents of cobalt
You storm through my heart
To sever, to puncture
The memories that burn
Let sweep through the arteries
In sharp stabs of pain
Your talon-like fingers to kill me again

Steal me, invade me and charge me again
For I burn and I shudder
Burn with each movement of

So, cleansed through a floodlight
I appear, renewed and reforged
Caressed by the sweet balm and blessing
Of forgetfulness, empty and strong
Lethe

Hold me near, my one friend and guide
As I drown through your fingers
Drown through your love
For you are the life I hate
You are my

Drag me down, in passionate sighs
With the ocean above me
And flames in my eyes
And grant me a life I can live
Without
Take me away

From the life that I hate.

La più sentita interpretazione del genio di Mikael Stanne





Io per lei [I Camaleonti]

3 08 2008

E’ lei
che mi sveglia al mattino
e la notte mi copre.
Io per lei
faccio tutto
sai perché:

io per lei,
io per lei morirei,
per quegli occhi vivrei
una vita di più.

Io per lei,
io per lei vincerei
anche il sole perché
questa vita che ho
è per lei.

Lei mi dice:
tu sei un uomo che vale,
non arrenderti mai,
lotta sempre.
Io le credo
sai perché:

io per lei,
io per lei morirei,
per quegli occhi vivrei
una vita di più.

Io per lei,
io per lei vincerei
anche il sole perché
questa vita che ho
è per lei.





Concerto [Alunni del sole]

2 08 2008

Da dove sia venuta, io non so
la voce del tuo cuore
sarà magicamente discesa da lassù
dal mondo dell’amore.
Ricordo di una notte
che non finiva mai.

Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.

Giorni sul lungomare insieme a te
bruciavi più del sole
e gli occhi tuoi nel vento come i miei
in cerca dell’amore.
Ombre di una pineta,
un prato per sognare.

Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.

L’estate senza fine poi finì
e si gelò il mio cuore
la terra che girava insieme a noi
si allontanò dal sole.
Ricordo di una notte
che non finiva mai.

Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.





Troppi sogni

2 08 2008

Una chimera d’argento
eterea e accecante
strugge il miraggio assente
triste, immobile e ferito.

Con occhi assonati
in un inverno fiorito;
nuvole sul capo
sole all’orizzonte.

Mi specchio negli occhi
finti, inesistenti.
Soffio, in un anelito di speranza,
il lontano orgoglio.

Ritorna in tuoni
ugualmente accecanti.
Di bagliori distesi
dove il mare bacia la sabbia.





Allontanati e…. ancora.

1 08 2008

Sguardo immerso
in cime di rive bagnate
affonda in colori accesi
e verdi.

Dondolano bronzo e acciaio
in smarriti passi di danza.
Curva, insieme alla spiga,
chinata su fasti etilici.

In una mano il tabacco
nell’altra il nulla;
che disperde il reale nel tutto.
Angoli fermi. Su vita e morte.

Immagino gli occhi socchiusi,
la singola labbra sottile,
scudo sul bianco.
Fermo sul crine del trionfo.