Guardo
interazioni ambigue
di assurdità.
Risate e non pianti
in un gioco enorme.
La nebbia dissolta,
sopraffatta e vinta.
Dondolo tra gli occhi
spiccando il volo
verso la vittoria.
Soli in luoghi non propri.
Un accenno d’aria sfumata.
Il ticchettio si interrompe
ed è tutto troppo chiaro.
Tu cosa senti?
Timore.
Poi più nulla.



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