Fiamme e cenere

14 01 2009

Ed è così che arriva il misero foglio. Come condanna di un crimine che sai di aver commesso; un reo confesso posto alla sbarra in attesa del giudizio che già conosce. Quando quall’ansia che attanaglia di colpo si spegne, per lasciar spazio ad una minuscola rassegnazione. Il sogno non esiste e la realtà si pone ai primi livelli. Un ansia che corrode i gesti e le parole, il modo di pensare e la voglia di continuare. Corrode internamente le piccole e poche cose belle. Quelle che, dubitando all’infinito, forse arriveranno fino alla fine. Quelle di cui non ricordi mai. Si rimane in attesa dell’impeto “eroico” e della lotta assoluta che potrebbe portare un foglio a divenire fiamme e cenere.
Fiamme e cenere.

Fiamme e cenere.

Fiamme e cenere.

Spero che le fiamme invadino la mente e l’animo e le ceneri sparse sul capo degli obblighi senza alcun senso.


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