Sento l’irrefrenabile
bisogno incessante
d’osservare ad ogni giro del mondo
scatti inermi
di attimi vissuti,
come linfa e vita
da cui attinge, in ogni attimo,
un sogno proibito.
Ritrae il momento,
anche non vissuto.
Solo e perso ad ascoltare
lontano, intensamente,
un fruscio di tristi violini.
Ritorna il respiro debole,
l’inconsistenza della ragione.
Portato all’estremo angolo
d’una realtà dove si sognava
e s’avverava.



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