Io vivo per cose astratte, abbracciate da sogni. Mi immergo ogni giorno in tristi fiumi d’autunno. Porto avanti pensieri non per ragione, ma per un istinto costante che mi spinge e mi eccita. Vivo la vita per quel che è; solo in una giungla cacciando o aspettando una preda che forse non arriverà mai. Quella preda, però, deve avere la forza d’uccidermi, o meglio, di confrontarsi a me, altrimenti sarà morta e dovrò solo aspettare la prossima. Che possa intravederla o non.
Vivo per immagini e sensazioni. Vivo per sei sensi. Vivo tra labbra strette e occhi profondi. Vivo oltraggiando il conosciuto e tuffandomi in universi senza confini.
Sento quell’essenza, quella che mi porta ad un domani senza barriere. Vivo l’attimo che mi rende completo, ma desidero ardentemente la scintilla che mi trascini alla pazzia.



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