Già da quando ti vidi
immaginai quanti errori
avrei commesso,
solo scrutandoti.
Vidi stelle porgersi
al tuo cospetto e io,
umile servo,
che alimentavo il loro ardore.
Colgo la mancanza
d’un fare gettato all’orizzonte,
come pesca in un lago
popolato da rose e fiori.
Ora già ti guardo
con occhi diversi.
Con il desiderio d’abbracciare
un sogno o un desiderio
che mi porterebbe lontano
sino alla stella morente.
Tramonto eterno
di attimi angosciosi.
Un domani
ti guarderò con gli occhi
d’un neonato, ancora nel grembo,
che rotola e nuota.
Vedrò me stesso inerme.
Abbandonato alle proprie paure,
di come un lieve gesto,
già, avrebbe cambiato tutto!



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