Tra visi sovrapposti,
forse simili,
s’intravede tra anfratti apperenti
il richiamo di luci appassite.
Emozioni rintoccate da attimi
scanditi da suoni di voci melodiose
e tentenna il mio corpo
su risaie troppo fertili.
Come foglie scivolano
attraverso rami e vento,
penso incessantemente
ad una triste lacrima di resina.
S’attacca nel volere e
spegne qualsiasi lume,
trascende da idee radicate nel pineto
per finire in quelle stesse voci suadenti.



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