Notte di pensieri imprecisati,
forse inesistenti.
Mondo immaginario di roseti isolati
in reazioni di sogni infranti.
Oscuro volere dell’immenso splendore
e infiniti pianti
raccolti in piccole mani
di rosso colore.
Attorno a te
il volere dei “Santi”.
Cammino in un altro giorno
forse non di questo mondo.
Non è questo ciò che sogno.
Adesso scendo dalle illusioni di mille persone,
e nello sconosciuto regno,
dal quale è inanimata la passione
in infiniti scontri senza ritegno
Perché continuare a camminare
quando sai che puoi
cominciare a volare?
Eh, sì. Probabilmente, anzi, quasi sicuramente, la prima poesia che ho scritto. Quando c’era ancora qualcosa da dire. Qualcosa di antico….



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