Legge contro il cristianesimo [F. Nietzsche]
3 09 2009LEGGE CONTRO IL CRISTIANESIMO
Data nel dì della salute, nel primo giorno dell’anno uno
(– il 30 settembre 1888 della falsa cronologia)
Guerra mortale contro il vizio: il vizio è il Cristianesimo
Prima proposizione. – Viziosa è ogni specie di contronatura. La più viziosa specie d’uomo è il prete: egli insegna la contronatura. Contro il prete non si hanno motivi, si ha la prigione.
Seconda proposizione. – Partecipare ad un ufficio divino è un attentato alla pubblica moralità. Si deve essere più severi contro i protestanti che contro i cattolici, più severi contro i protestanti liberali che contro quelli di stretta osservanza. Il delittuoso dell’essere cristiani cresce vieppiù ci si avvicini alla scienza. Il criminale dei criminali è quindi il filosofo.
Terza proposizione. – Il luogo esecrando in cui il Cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia distrutto pietra su pietra e sia il terrore di tutta la posterità quale luogo abominevole della Terra. Su di esso si allevino serpenti velenosi.
Quarta proposizione. – La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.
Quinta proposizione. – Chi mangia alla stessa tavola di un prete sia proscritto: con ciò egli si scomunica dalla retta società. Il prete è il nostro Ciandala – lo si deve mettere al bando, affamare, menare in ogni specie di deserto.
Sesta proposizione. – Si chiami la storia “sacra” col nome che merita in quanto storia maledetta; le parole “Dio”, “salvatore”, “redentore”, “santo” siano usate come oltraggi, come epiteti da criminali.
Settima proposizione. – Il resto è conseguenza.
Friedrich Wilhelm Nietzsche, L’Anticristo, scritto a Torino nel Settembre 1888
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Forse sono sbagli eterni…
2 09 2009Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e s’incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno.Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e s’incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno.
Probabilmente non ho capito assolutamente nulla della vita. Oppure, l’ho sempre capita e sempre ignorata. Oppure, ancora, tutto quello che mi circonda, in questo infinitesimale pezzo di universo, non è fatto per me. Oppure la quarta soluzione, sarebbe (ma lo è) percorrere ogni strada che ci si presenta ed in ogni modo.
Già.
Proprio la quarta soluzione!
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18 Marzo 2009
18 03 2009Ben 24.
Giro di boa o tuffo nel vuoto?
Continuo a nuotare o mi lascio affogare?
Vorrei che le persone capissero molto anche dal minimo gesto. Ecco, questo è il mio proposito per quest’anno.
Un buon compleanno a me!
P.S. Domani sarà anche il mio non-compleanno!
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The black hole – Il buco nero
13 01 2009Quanto è perverso il pensiero umano!
Lascia perdere. Quello che ti sembra fantastico ed unico prima o poi ti girerà le spalle e, paradossalmente, ti verrà contro. E potrebbe anche essere la tua fine.
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La sedia di lillà [Alberto Fortis] e Dio (o un dio)
29 12 2008Me l’hanno fatta scoprire oggi. Hanno vangato nei miei sogni. Scavato in profondità nel mio cervello.
A parte, ovviamente, l’odio che è cresciuto nei confronti dei “cantanti dell’oggi” qualcosa è cresciuto dentro di me. Forse la consapevolezza di un passato sicuramente più luminoso o, forse, di una realtà odierna completamente odiata.
Ma si! Mi guardo attorno constantemente. Guardo e non vedo nulla. Vedo qualcosa, qualcosina. Uno spunto. Forse un punto. Non esageriamo, è una virgola. Troppo poco in confronto al resto.
Io vedo il Dio di oggi vestito con indumenti di almeno 1.000€ l’uno e perlopiù senza avere il minimo valore. Cerco di spiegarmi meglio. Il Dio di oggi, vale a dire la persona in cui tutti credono, è la feccia…. Forse “il Dio” non è corretto. Mi scuso con i bigotti. Volevo dire “un dio”.
Ricomincio.
Un dio di oggi è la persona terrestre, umana, incapace di far nulla, capace di essere completamente frivolo e privo di senso, che segue constantemente le pecorelle del gregge dietro al pastore che, in questo caso, sta più inguaiato di lui. Un dio è chi si uniforma. Un dio di oggi è quello che compra la felpa da 200€ soprattutto perchè costa 200€, ma anche perchè l’altro dio (il pastore) la porta uguale. Un dio di oggi non ha pensieri, non ha idee proprie. Il dio di oggi sa qualcosa perchè un tizio di fianco a lui la pensa e ha l’approvazione delle pecore. Un dio di oggi non ha principi, ha solo sentieri sporchi di merda da seguire. Questo dio ha bisogno del tuo male per crescere. Un dio di oggi che hai di fianco non pensa e non sa. Un dio di oggi non sa decidere. Un dio di oggi non capisce. Un dio di oggi, ascolta ciò che gli dice il dio della televisione. Un dio di oggi, legge ciò che gli dice il dio della televisione. Un dio di oggi non sa decidere da solo. Un dio di oggi mi fa schifo.
Ho da pensare a qualcosa che va oltre. Non sono “il Dio”, o almeno non sono ancora arrivato ad esserlo (bigotti…. sorry), ma so pensare. Io so decidere. Io so avere un idea. Io so cosa fare. Io so fare una cosa senza che gli altri la facciano. Io so guardare oltre. Io so che è meglio una birra che un vestito. Io so che è meglio vivere che sbavare davanti a “lucignolo”. Io so informarmi di ciò che succede attorno a me. Io so di avere un’idea propria. Io so di essere io. Io, almeno, esisto.
Il marchese del grillo docet: Mi dispiace. Ma io so io e voi non siete un cazzo!
Mi sono dilungato anche troppo. Vi lascio questo capolavoro. Andatelo a raccontare ai “MITI DI OGGI” e vi prego…. mandateli ‘affanculo da parte mia.
Stava immobile nel letto
con le gambe inesistenti
e una piaga sulla bocca
che seccava il suo sorriso.
Mi parlava rassegnato
con la lingua di chi spera,
di chi sa che è prenotato
sulla sedia di lillà.
Ogni volta che rideva
si stracciavano le labbra
e il sapore che ne usciva
era di stagione amara.
Le sue rughe di cemento
lo solcavano di rosso
prontamente diluito
da una goccia molto chiara.
“Penso troppo al mio futuro”
ripeteva delirando,
“penso troppo al mio futuro,
penso troppo e vivo male.
Penso che tra più di un anno
cambieranno i miei progetti.
Penso che tra più di un anno
avrò nuove verità
ma tu non farmi questo errore
vivi sempre del momento
cogli il giorno e tanto amore
cogli i fiori di lillà’”
“Quanti amici hanno tradito”
continuava innervosito,
“quanti amici hanno tradito
per la causa dell’amore”.
Sono andato a casa sua,
sono andato con i fiori
m’hanno detto che era uscito
che era andato a passeggiare
ma vedevo un’ombra appesa
la vedevo dondolare
l’ombra non voleva stare
sulla sedia di lillà.
Tutti voi non siete un cazzo!
:°
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Sguardo o parola
27 12 2008A volte le parole sono ininfluenti quanto, soprattutto, superflue. La maggior parte delle volte può bastare uno sguardo perso. Senza avere la cognizione dello stesso, solo perchè le pupille si incontrano. La cognizione di tutto è persa. Lo scrutare sembra invadente e imbarazzante, ma la stessa pupilla che ricambia la direzione, in modo totalmente opposto, non si rende conto di nulla quasi.
È tutto così leggero e indifferente.
Il silenzio accoglie la direzione degli sguardi persi; uno nel nulla, l’altro nel tutto. La direzione è semplicemente la via di mezzo. L’unione è solo il sogno. È la nebbia.
4. 4. 4. Sempre 4.
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Nebbia
24 12 2008Già, c’è quella nebbia davanti e l’immaginazione corre. Quella nebbia impedisce ogni sguardo e la solitudine regna sovrana. Solo sogni e sogni e ancora altri sogni aiutano un passo a seguirne un altro. Il sogno e l’immaginazione corrono paralleli, sicuramente molto più veloce degli stessi passi. E si che osservano e guardano lontano, oltre la coltre assurda che circonda l’anima e gli occhi.
Tra sogno e sogno poi, il desiderio di correre insieme. Cercare di superare l’ostacolo e vedere cosa c’è davvero oltre. Potrebbe esserci il nulla, la vita o un eterno dirupo. Un oblio che continua sino alla fine, anche del sogno più acceso.
Lì dietro c’è sicuramente qualcosa. Bisogna andare oltre.
Gli occhi si chiudono e la nebbia scompare. Il bimbo che nasconde la propria testa sotto le coperte per paura di tutti i fantasmi notturni. Ma la nebbia del bimbo è il soffio condensato di tutta l’umanità, sicuramente non la sua. La nebbia che abbiamo davanti è diversa. Fitta, tetra; frutto del nostro soffio.
La nebbia appare sempre più intrigante però, porta l’io a scorrere sempre più velocemente tra le piaghe della memoria. Si vedono sempre nuove cose, nascoste, che siamo miraggi o realtà. La voglia di andare oltre dilaga insistentemente. A volte sembra di vederla chiaramente. Un buco nella nebbia abbastanza ampio. Ma sempre più spesso il desiderio volge il suo sguardo, pensandosi altrove e la nebbia ridiventa l’unico ammasso di paure che era stato prima.
La nebbia è la paura di incontrare o di non incontrare ciò che si aspetta. È la paura di se stessi. È solo se stessi.
Quant’è lontano quel giardino. Immerso nella nebbia. Chissà se sarà poi così incantato? Ma se nemmeno esistesse? E se, peggio, fosse il contrario di come lo immagini?
La nebbia è nulla, ma guardando bene, in fondo, c’è e ci sarà solo nebbia. Perchè la paura che non conosciamo è quella più orribile di tutte.
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The brother – Slayer [Amorphis]
15 12 2008
Where have you been, where have you been
My son, my merry son?
On the seashore, on the seashore
Mother, my darling one.
And what have you been doing there
My son, my merry son?
I have been watering my horse
Mother, my darling one.
Why is there blood upon your feet
My son, my merry son?
My horse stamped with it’s iron shoe
Mother, my darling one.
Why there is blood upon your sword
My son, my merry son?
I have stabbed my brother to death
Mother, my darling one.
What now of you, where will you go
My son, my wretched son?
To other lands to foreign lands
My dame, my darling one.
When will you be returning home
My son, my wretched son?
When all the world to judgement comes
My dame, my darling one.
Dove siete stato, dove siete stato
Mio figlio, mio figlio felice?
In riva al mare, in riva al mare
Madre, mia cara madre.
E che cosa avete fatto
Mio figlio, mio figlio felice?
Ho portato ad abbeverare il mio cavallo
Madre, mia cara madre.
Perché c’è sangue sui vostri piedi
Mio figlio, mio figlio felice?
Il mio cavallo l’ha calpestato con la sua scarpa di ferro
Madre, mia cara madre.
Perché c’è sangue sulla vostra spada
Mio figlio, mio figlio felice?
Ho pugnalato mio fratello a morte
Madre, mia cara madre.
Cosa ne sarà di voi, dove andrete
Mio figlio, mio figlio infelice?
Per altre terre, per terre straniere
Mia dama, mia cara dama.
Quando tornerete a casa
Mio figlio, mio figlio infelice?
Quando tutto il mondo verrà a giudizio
Mia dama, mia cara dama.
Questo è commovente!
Sto, purtroppo, cominciando a nutrire un odio abbastanza forte verso l’odierna Italia.
Tutto ciò è molto grave!
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Ancora Blade Runner
29 10 2008Avvampando gli angeli caddero,
profondo il tuono riempì le loro rive
bruciando con i roghi dell’orco.
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