Claudio Capone

3 07 2008

Solo ora so che muore la voce, o meglio, l’uomo che ha fatto parlare Luke Skywalker in italiano. Una delle tante cose che ha saputo raccontare.

Requiem.





Blade Runner tra sogno e realtà

2 07 2008

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo….
come lacrime nella pioggia.
È tempo…. di morire

Queste frasi mi hanno da sempre affascinato. Le ho immaginate come un dialogo tra due persone immaginarie. Un uomo “sogno” e un uomo “realtà”.
L’uomo “sogno” racconta di cose mai viste, forse intraviste tra l’oscuro delle palpebre, nascondendo completamente quello che rappresenta l’uomo “realtà”
Quel sogno che racconta di avvenimenti di un racconto che lo spettatore non ha assolutamente mai visto. Ma la realtà lo capisce perfettamente…. guarda il sogno con occhi assorti.
Con tristezza gli racconta perfettamente ciò che è l’altra persona: la realtà. Una tristezza che sembra confusa oltre a quel che esprime la parola stessa. Così come il proprio sogno.
Poi tutto svanisce. Come “lacrime nella pioggia”. E il sogno viene distrutto dal suo antagonista, la realtà. Ora per il sogno è tempo di morire….





Insegnamenti

13 06 2008

Ci sono cose che nessuno sa.

Ci sono cose che non imparerai mai da nessuno,

se non tra i tuoi dolori e i tuoi insegnamenti.





Te stesso

13 06 2008

Come da profezia mi appresto a scrivere ciò che solo io ho voluto. Quello che la stessa mia mente ha consigliato.

Il problema di trovarsi solo davanti al mondo è molto relativo. Può valere sia la parte fisica che mentale che spirituale che esistenziale. Il discorso può già sembrare contorto ma è molto semplice nel momento in cui una persona ci si trova perfettamente dentro.

Con il tema de “Il postino” nelle orecchie sento di dover dare ascolto soltanto al mio pensiero. Per non avere rimpianti, qualsiasi persona deve fare ciò che sente dentro.

Per troppe volte sono stato obbligato a fare e non fare. Questo deve essere il mio tempo.

Se si presenterà la MINIMA occasione tutto potrà cambiare e solo per il meglio. Almeno sarà il meglio che ho SCELTO.

Tutto questo essendo completamente solo in decisioni che in bene o in male condizioneranno l’intera mia vita. Ed è questa la solitudine di cui ho paura. Non quella dell’eremita o del saggio sulla torre, ma quella dell’uomo solo nella decisione. Quella che potrebbe essere della sua vita o quella di un attimo. Non fa alcuna differenza. Quando sei solo nel momento del decidere, c’è soltanto il buio attorno a te. Nessuna luce, nessun bagliore nè tantomeno una speranza. Senza quella speranza che potrebbe aiutarti a sopravvivere un giorno in più. Senza una voce amica che ti sussurra: “Coraggio! Anche nell’errore sono sempre vicino a te.”. Anche se non fosse in questo modo una frase del genere potrebbe creare qualsiasi cosa.

Forse uno spiraglio di luce c’è. Quella tua voce interna che ti continua a urlare nelle orecchie “CONTINUA PER DIO!”.

Non è come la speranza di vincere una lotteria o una gara podistica. Se questa speranza si avvererà io avrò paradossalmente rovinato la mia vita.

Consapevole di questa scelta, sempre e per sempre, io continuo.

Grazie a Giuseppina e Roberto.

P.S. Vorrei continuare a scrivere, ma bestemmiando il mondo e tutti i suoi dei per avermi lasciato abbagliare da storie ritorte fini a se stesse. Se pur quelle storie stupide sono morte, o voglio che muoiano, allora la mia storia deve continuare. E’ tempo di entrare nel livello “HARD”.

Se lo sento lo scrivo:

” Non me ne fotte un cazzo porco dio ladro. Nemmeno più la morte mi fa paura e forse questa è l’unica cosa di cui devo ringraziarvi. Ma per lasciare il tempo alla morte devo prima vincere io. Ed è questa la mia vittoria. Sia sotto un ponte che in cima al mondo. Sono io! Nessun altro. E nessun’altro mi potrà vietare il minimo sfizio o vizio che mi passi per la testa.  NESSUNO! PORCA MADONNA! Io. Io. Io. IO! “

Grazie ancora, è stato un piacere.





Il cinema e il cinema italiano

12 06 2008

Il problema maggiore nella produzione di un film è che si pensa soprattutto al profitto derivato da esso. In Italia, purtroppo, la maggioranza delle persone preferisce guardare un “film” (capirete il perchè delle virgolette) piuttosto leggero, spoglio, con significati che non vanno oltre la più bassa, istintiva e mera comprensione di base del cervello. Ecco che quindi che tra i più grandi incassi vediamo i film di Natale o le cazzate “ragazzo, ragazza, amici, delusione, bacio”.

Cito una frase di Quentin Tarantino:
[Il cinema italiano odierno] mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni ‘60 e ‘70 e alcuni film degli Anni ‘80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia. (da TV Sorrisi e Canzoni n. 23, 2007)

Con questo corto tratto dal festival di Cannes 2008 volevo mandare a fanculo i vari film che spopolano tra le labbra della gente. Ne cito solo alcuni giusto per rendere l’idea: il divo, gomorra, ho voglia di te, tre metri sopra il cielo, natale sul nilo, natale a new york, natale, natale e ancora natale, come tu mi vuoi, scusa ma ti chiamo amore, notte prima degli esami, questa notte è ancora nostra, 27 volte in bianco, prova a volare, ecc.

VAFFANCULO!





Senza titolo

11 06 2008

Vorrei stringere tra le braccia una lacrima, carezzarla e poi, di colpo, ucciderla. Frantumarla in milioni di frammenti di tristezza. Vorrei aver vicino un essenza atipica, che raccolga in se solo il senso della quiete. Vorrei che quell’essenza mi guardasse solo per ciò che sono, non per ciò che appaio. Vorrei che ciò che sono sia l’unica ragione che mi spinge a portarmi sulle spalle troppe memorie e troppi errori. Ciò che sono è ciò che sono. Niente di più. Probabilmente non è abbastanza….





Requiem for a dream

15 05 2008

Un film poco conosciuto. Un film che intriga fino alla fine e anche oltre. Un capolavoro. Il frutto proibito perfetto.

Non è un film sulla droga. E’ un film dei nostri tempi, di denuncia. Di amaro e crudo realismo. In cui i conflitti, le ossessioni, le manie, diventano al pari delle anfetamine, droghe sociali.

Sarah: È un motivo per alzarmi al mattino. È un motivo per dimagrire, per entrare nel vestito rosso. È un motivo per sorridere, per pensare che il domani sarà bello. Che cos’altro ho, Harry?

Harry: “La sai una cosa? Sei in assoluto la ragazza più bella che abbia mai conosciuto.”
Marion:
“Davvero?”
Harry:
“L’ho pensato appena ti ho vista.”
Marion:
“Sei così dolce Harry. Mi fai così bene al cuore. Me l’hanno detto anche altri prima, ma non voleva dire niente.”
Harry:
“Perché, credevi che ti prendessero in giro?”
Marion:
“No, no, non era questo, è che…bo non lo so, forse mi prendevano in giro, ma chi se ne frega. E’ che detto da loro non voleva dire niente, niente, ma se lo dici tu lo sento, lo sento davvero.”
Harry: “Con una come te credo riuscirei a far funzionare la mia vita.”
Marion: “Credi?”

Requiem per un sogno. Requiem per quattro sogni. Requiem per tutti i sogni.

Requiem.





Ho imparato….

13 05 2008

Ho imparato….
che nessuno è perfetto…. Finché non ti innamori.

Ho imparato….
che la vita è dura…. Ma io di più!!!

Ho imparato….
che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu…. le prende qualcun altro.

Ho imparato….
che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un’altra parte.

Ho imparato….
Che bisognerebbe sempre usare parole buone…. Perchè domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato….
che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato…
che non posso scegliere come mi sento…. Ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato….
che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno…. ti ha agganciato per la vita

Ho imparato….
che tutti vogliono vivere in cima alla montagna…. Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato….
che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato….
che è meglio dare consigli solo in due circostanze…. Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.

Ho imparato….
che meno tempo spreco…. più cose faccio.





I soldi bruciati

30 04 2008

Secondo le attuali normative lo stato italiano assegna circa 670 milioni di euro (670 MILIONI DI EURO!) a quotidiani, periodici, testate politiche, imprese radiofoniche, ecc.
Cito alcune somme devolute nell’anno 2003:

- NUOVA INIZIATIVA EDITORIALE S.p.A.
L’Unità
€ 6.817.231,05
- STIFTUNG SUDTIROLER VOLKSPARTEI
Zukunft in Sudtirol
€ 1.032.91,80
- PR.A.E. PROMOZIONE ATTIVITA ED.LE SRL
Primorski Dnevnik
€ 2.969.267,17
- AVVENIRE NUOVA ED.LE ITALIANA SPA
Avvenire
€ 5.990.900,04
- C.E.L. COOP.EDITR. LIBERO PICCOLA SOC.COOP. A.R.L.
Opinioni Nuove - Piccolo Quotidiano
€ 5.371.151,76

[....]

- CENTRO DI PRODUZIONE SPA
Radio Radicale
€ 4.132.000,00
E siamo in deficit? E non riusciamo a condurre più o meno tutti una vita più che decente? E non riusciamo ad arrivare a fine mese?

Oh, ma vaffanculo!





Daniela Santanchè

14 04 2008

Quello che è stato espresso nei suoi confronti è stato ciò che c’è di più sincero nel voto contemporaneo. Un voto oltre qualsiasi clichè che l’Italia e i suoi cittadini si portano dietro da tempo immemore. Pur non presenziando in quelle quattro mura (o forse otto) possiamo fare tanto, tanto, tanto e tanto. Non abbandoniamo tutto proprio ora. Non esistono “addii” ma solo ringraziamenti per quel 2,45% che ha mostrato la più importante sincerità degli italiani. Quella rappresentata dal coraggio e dalla totale assenza di paure.

VITTORIA!