Sguardi traditi

13 07 2008

Rivederti come pioggia nel deserto,
come una nuvola
oltre il cielo oscuro della luna,
offre tristezza e amarezza.

Pianto innato,
dell’innocente tra le braccia.
Solca il viso
sussurrando oscuri anatemi.

Riemerge il canto
di creature trascurate
ed ignote perdite
nell’acqua, che ora,

t’affoga.





Insegnamenti

13 06 2008

Ci sono cose che nessuno sa.

Ci sono cose che non imparerai mai da nessuno,

se non tra i tuoi dolori e i tuoi insegnamenti.





Allontanati

9 06 2008

Un puro sguardo
tra innocenza e tristezza
traspare tra labbra sottili
in cerca d’una carezza.

Stretti occhi, talvolta nascosti,
scrutano impavidi
la foschia che separa
il falso dal vero.

Minuta ed esile figura
spinge tra l’odio assente
desideri irti e proibiti.

Scioglierà un giorno il nodo,
intricato e assoluto,
forse un bagliore o una
morte improvvisa.





Tu, che non piangi. [L. Bovio, A. De Curtis a.k.a. Totò]

4 06 2008

Come è bella la montagna stanotte,
così bella non l’ho mai vista!
Sembra un’anima, rassegnata e stanca,
sotto la coperta di questa bianca luna.

Tu, che non piangi e piangere mi fai,
tu, questa notte, dove sei?
Voglio te!
Voglio te!
Questi occhi ti vogliono,
di nuovo guardare.

Come è calma la montagna stanotte,
così calma non l’ho mai vista!
E tutto dorme, tutto dorme o muore,
e sono sveglio solo io, perchè è sveglio l’amore.

Tu, che non piangi e piangere mi fai,
tu, questa notte, dove sei?
Voglio te!
Voglio te!
Questi occhi ti vogliono,
di nuovo guardare.

Comm’è bella ‘a muntagna stanotte,
bella accussí, nun ll’aggio vista maje!
N’ánema pare, rassignata e stanca,
sott”a cuperta ‘e chesta luna janca.

Tu ca nun chiagne e chiágnere mme faje,
tu, stanotte, addó staje?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist’uocchie te vonno,
n’ata vota, vedé!

Comm’è calma ‘a muntagna stanotte,
cchiù calma ‘e mo, nun ll’aggio vista maje!
E tutto dorme, tutto dorme o more,
e i’ sulo veglio, pecché veglia Ammore.

Tu ca nun chiagne e chiágnere mme faje,
tu, stanotte, addó staje?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist’uocchie te vonno,
n’ata vota, vedé!





Paura del buio

2 06 2008

Passi veloci e felpati
che si allontanano
nel ricordo d’un incubo.
Silenzio.

Ora un sogno, poi
una realtà. Che sfuggono
imperterriti al consumarsi
dell’oscuro.

In ogni angolo, regno
delle bramosie e  creature,
sfugge alla vista
un lampo e un graffio.

Movimenti inesistenti,
immaginati nella paura
dell’ignota presenza.
Buio.

Scappa;
la corsa è più veloce del respiro,
che fugge, si dilegua
e poi ritorna.

Occhi nascosti
nei lumi della luce.
Figure indistinte
che scompaiono allo sguardo.

Solo, nel rumore della caduta
d’una goccia che cade.





Cirano [F. Guccini]

29 05 2008

Venite pure avanti, signori imbellettati, io più non vi sopporto! Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finché dura che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti; venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatti del qualunquismo un arte; coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Ma quando sono solo si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d’essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste perché è bella, siamo così diversi; a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita: voi preti che vendete a tutti un’altra vita; se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Io tocco i miei nemici con la spada ma in questa vita oggi non trovo più la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo; dev’esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un’ombra e tu il sole; ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo.





Voci

6 05 2008

In solitudine accorciano
un pensiero ed un dubbio,
mentre l’ansia attanaglia il cuore.
Suggestione immemore.

Consiglio verso il futuro,
specchio dell’aldilà.
Che, esistente o meno,
s’affaccia in una vita tenebrosa.

Congiunge i due mondi infiniti e
li dirige nel nulla.
Intuizione verso atti quotidiani e
non ti senti più tanto solo.





OverSoul

10 04 2008

Il Sommo Critico su errori del passato e del presente, è il solo profeta di quella che deve essere, questa grande natura su cui noi riposiamo, come la terra sta nelle soffici mani dell’atmosfera; questa Unità, OverSoul, all’interno della quale ogni singolo uomo è contenuto e reso uno con tutti gli altri; un cuore comune.

Viviamo in successione, divisione, in parte e particelle. Nel frattempo l’uomo è l’anima di tutto il saggio; del grande silenzio, la bellezza universale, in cui ogni parte è altrettanto particelle e connessi, l’eterno OverSoul. E questo potere profondo, in cui noi esistiamo e la cui beatitudine è accessibile a tutti noi, non è solo autosufficiente e perfetto in ogni ora, ma l’atto di vedere e della cosa vista, il pubblico e lo spettacolo, il soggetto e l’oggetto. Sono uno. Noi vediamo il mondo pezzo per pezzo, come il sole, la luna, l’animale, l’albero, ma nel complesso, che di questi sono brillanti parti, è OverSoul.





Il vuoto di cui mi sono nutrito [Dark Tranquillity]

10 04 2008

Silenzio nella tremante solitudine
Obblighi, pressioni per tutti da sopportare
Tutte le risposte pietose, le innocenti bugie
Possono semplici parole
Riempire il vuoto di cui mi sono nutrito?

Vattene,
Compiacente traccia d’avarizia
Al sicuro ora sull’altra riva
Dietro: il vuoto da cui sono fuggito

Può il silenzio essere condiviso?
Se si, può la percezione del silenzio
Inserirsi nella cornice che deve rappresentare
L’unità che noi sosteniamo?
I confini rappresentano un eterno sacrificio?
Nessun occhio del silenzio può dire menzogna

Silenzio, eppure l’assenza di suono
Non mi alimenta
La sola essenza della bellezza
Rende muti di fronte alla grazia permanente
Sia portato innanzi il sole
Faccia luce sul vuoto

Cosa può essere estratto dal nulla
Cosa può essere trovato nel vuoto
Vattene,
Compiacente traccia d’avarizia
Al sicuro ora sull’altra riva
Dietro: il vuoto di cui mi sono nutrito

Siano portati allo scoperto gli errori dei nostri modi
Tanto il diniego quanto il disprezzo
Introspettivo a tutto tranne uno
Fai a pezzi le cornici
Nessun occhio può del silenzio dire menzogna

Come posso anche solo iniziare
La battaglia dove nessuno esce vincitore
Dalle risposte ora fuggo

Urlavo senza risultato
Sono diventato quello che così a lungo ho temuto?
I pezzi mancanti ora devono essere sostituti

Ciò che la vista non riesce a cogliere
È il vuoto da cui sono fuggito





Differenze d’età - Bei tempi

9 04 2008

Noi che…
Dedicato a chi c’era…

Noi che…
ci divertivamo anche
facendo ‘Strega comanda colore’ e ‘il lupo mangiafrutta’

Noi che…
facevamo ‘Palla Avvelenata’.

Noi che…
giocavamo regolarmente a ‘Ruba Bandiera’ (detto anche ‘bandierina’).

Noi che…
non ci facevamo mai mancare ‘dire fare baciare lettera testamento’.

Noi che…
i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che…
quando giocavamo col Lego facevamo anche castelli alti 6 piani che nn si smontavano mai.

Noi che…
chi andava in bici senza mani era il più figo.

Noi che…
anche quelli che impennavano però non se la tiravano poco.

Noi che…
suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.

Noi che…
facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che…
avevamo adottato gatti e cani randagi (nei casi peggiori bruchi!)che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale, anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che…
i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che…
dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.

Noi che…
giocavamo a ‘Indovina Chi?’ anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che…
sul pullman della gita giocavamo a ‘nomi cose e città’ (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che…
con 100 lire ti prendevi una cicca con 500 un pacchetto di figurine dei calciatori.

Noi che…
le cassette della Disney le abbiamo viste così tante volte che ora a distanza di anni sappiamo ancora cosa cantavano Robin Hood e Little John.

Noi che…
in TV guardavamo solo i cartoni animati

Noi che…
avevamo i cartoni animati belli!!! ma davvero!! quelli di adesso sono così tristi..(come i bambini che hanno solo quelli da guardare, purtroppo..)

Noi che…
litigavamo su chi fosse più forte tra le tartarughe ninja.

Noi che…
cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2.

Noi che…
non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato.

Noi che…
i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno a nostro rischio e pericolo.

Noi che…
si andava in cabina alla fine della scuola per prendere le schede finite.

Noi che…
c’era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto!!!

Noi che…
non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della Bauli con l’albero decorato annesso.

Noi che…
le palline di natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che…
se guardavamo tutto il film fino alle 22:30 eravamo andati a dormire tardissimo!!

Noi che…
guardavamo film dell’orrore anche se si aveva paura (la maggior parte di noi si ricorda IT(trasmesso su canale5..tutti l’hanno guardato nascosti da qualche parte!!)

Noi che…
giocavamo a calcio durante l’intervallo con..qualsiasi cosa!

Noi che…
suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che…
nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che…
il bagno si poteva fare solo dopo 2 ore che avevi finito di mangiare.

Noi che…
a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle.

Noi che…
quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta e con le scarpette nello zaino.

Noi che…
se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che…
le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che…
internet non esisteva.

Noi che…
la merenda a scuola te la portavi da casa.

Noi che…
si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che…
se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che…
però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che…
il primo novembre era ‘Tutti i Santi’, mica Halloween.

Noi che..
anche se questa e-mail non la mandi a 1000 persone non ti succede niente.

Noi che…
ci manca quel periodo..

Ma che fortuna esserci stati…