Requiem. Alda Merini.

2 11 2009

Apprendo con triste e forte stupore che ieri è morta la persona che credevo non potesse morire mai. La vedevo completamente impazzita ma allo stesso tempo pura e quasi innocente.

Non potrò mai dimenticare la follia dello scrivere numeri e numeri in giro per la casa. Sulle pareti, sugli specchi, sui mobili.

M’hanno sempre affascinato i suoi viaggi mentali.

E m’ha sempre affascinato questa poesia.

Pianto dei poeti

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l’ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell’ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l’amatore immoto
dalle turbe angosciose di declino
io sono l’acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.

Requiem.





Cose Antiche

4 09 2009

Sembra indifferente,
come il vento tra le foglie.
Respira nuove immagini
su sogni e desideri,

corre forsennata
e quasi inciampa.
Mi trascina,
mi graffia e mi ferisce.

È la schiuma del mare
che vedo e mi bagna,
che affonda i miei piedi
tra la sabbia.

Sembrano anime salve
che si posano nel ventre,
su tetti oscuri e
su spiagge ancor più assolate.

Le guardo attonito
sembrando stupido e distratto.

Mi poggio su un fiore candido,
rischiando d’aspettare
una collisione di voci e sguardi.

Battaglie in pensieri,
su distese di ricordi desolati.
Proprio come quando
una goccia di rugiada

si trascina,
segnando a fuoco freddo,
gocce di memorie
dimenticate nel cammino.





Al secolo: “Volare Part II – 6 Dicembre 2001 – Ore 22:43″

2 08 2009

Notte di pensieri imprecisati,
forse inesistenti.
Mondo immaginario di roseti isolati
in reazioni di sogni infranti.

Oscuro volere dell’immenso splendore
e infiniti pianti
raccolti in piccole mani
di rosso colore.

Attorno a te
il volere dei “Santi”.
Cammino in un altro giorno
forse non di questo mondo.

Non è questo ciò che sogno.
Adesso scendo dalle illusioni di mille persone,
e nello sconosciuto regno,
dal quale è inanimata la passione
in infiniti scontri senza ritegno

Perché continuare a camminare
quando sai che puoi
cominciare a volare?

Eh, sì. Probabilmente, anzi, quasi sicuramente, la prima poesia che ho scritto. Quando c’era ancora qualcosa da dire. Qualcosa di antico….





Nei ricordi e nel presente

13 06 2009

Tra visi sovrapposti,
forse simili,
s’intravede tra anfratti apperenti
il richiamo di luci appassite.

Emozioni rintoccate da attimi
scanditi da suoni di voci melodiose
e tentenna il mio corpo
su risaie troppo fertili.

Come foglie scivolano
attraverso rami e vento,
penso incessantemente
ad una triste lacrima di resina.

S’attacca nel volere e
spegne qualsiasi lume,
trascende da idee radicate nel pineto
per finire in quelle stesse voci suadenti.





Guardando indietro

27 03 2009

Un giorno mi volterò indietro
osservando tutto il passato.
E soffrirò per questo.

Guarderò nuvole passate
a diffonder pioggia,
raggi di sole offuscati
da gocce grosse e pesanti.

Quando il cammino era lento
poi veloce e incerto.
Quando gli attimi erano attimi
e inciampavo nei miei pensieri.

Soffrirò, un giorno,
per lui o con lui.
Guarderò  indietro
e nel dubbio,

piangerò e riderò.





Tra mito e realtà

22 03 2009

Accoglie lontano
tra nuvole e cielo,
oltre il pensiero
uno stato d’animo turbato.

Al quarto perfetto stadio,
posto tra il cuore e il nulla
dove gli antichi orientali
ruotavan l’amore.

Frutto di passione e odio,
tagliente in sacre lame.
Forte e propria
di lati eterni.

Fu il mondo a perderla.
Pura nel colore del mondo stesso
desiderando l’abbraccio.
Chissà se mai abbraccerà me stesso.





Lettera al futuro

16 03 2009

Già da quando ti vidi
immaginai quanti errori
avrei commesso,
solo scrutandoti.

Vidi stelle porgersi
al tuo cospetto e io,
umile servo,
che alimentavo il loro ardore.

Colgo la mancanza
d’un fare gettato all’orizzonte,
come pesca in un lago
popolato da rose e fiori.

Ora già ti guardo
con occhi diversi.
Con il desiderio d’abbracciare
un sogno o un desiderio

che mi porterebbe lontano
sino alla stella morente.
Tramonto eterno
di attimi angosciosi.

Un domani
ti guarderò con gli occhi
d’un neonato, ancora nel grembo,
che rotola e nuota.

Vedrò me stesso inerme.
Abbandonato alle proprie paure,
di come un lieve gesto,
già, avrebbe cambiato tutto!





Figure

10 03 2009

Ho visto un mondo fatto di figure,
che analizzavano la mia anima
e l’hanno costretta a credere.
Che continuava a negare il falso.

Ho visto attimi di convinzione
che portarono all’infinito
tra gli angusti spazi dei sogni
sino ad arrivare al cielo.

Sento impermeabile la certezza
di acqua che scorre tra le righe
di un qualcosa che trascina
fin dove l’occhio arriva.

Indifferentemente arde
dentro e comunque,
nonostante obblighi e barriere,
oltre il sogno, per un momento vissuto.





Sole

8 03 2009

Guarda, adesso il tuo sole.
Ora immergiti in esso e
bagna i tuoi capelli tra i suoi raggi.
Osserva il colore della luce.

Guarda, si pone incontrastato nel buio.
Ogni cosa è troppo accecante,
tutto inerme e senza senso.
Ti trattiene soltanto

il piano assecondato
tra l’uomo e la luna.
Ogni mondo che attornia
la triste esistenza

si spegne e brucia.
Brucia dove in un grande
incendio acceso
urlano voci e canti.





[Sui residui di Signs e oltre] Immagini

7 03 2009

Sento l’irrefrenabile
bisogno incessante
d’osservare ad ogni giro del mondo
scatti inermi
di attimi vissuti,

come linfa e vita
da cui attinge, in ogni attimo,
un sogno proibito.

Ritrae il momento,
anche non vissuto.

Solo e perso ad ascoltare
lontano, intensamente,
un fruscio di tristi violini.

Ritorna il respiro debole,
l’inconsistenza della ragione.
Portato all’estremo angolo
d’una realtà dove si sognava
e s’avverava.