Ancora sulle cover – PUNISH MY HEAVEN

15 10 2009

Punish my heaven. Punisci il mio paradiso. Una canzone spettacolare. Nella musica, arrangiamento, testo, forza, emozioni. Tutto.

Una canzone che mi ricorda miliardi di cose. Quella che mi faceva svegliare al mattino e mi addormentava la sera.

Girovagando su youtube ho trovato una cover a dir poco spettacolare. A differenza delle altre migliaia di cover, questa canzone di puro death svedese è stata trasformata in Bluegrass (una particolare branchia del folk).

Storcere il naso è normale di fronte a questo cambiamento abissale, ma questi geni, rimangono intatta la forza interiore della canzone per trasformarla in un genere che mi ha sempre appassionato.

Non ho parole per definirla.

Lascio tutto ai video! E consiglio di sentire prima la versione originale dei mitici Dark Tranquillity!

Punish my Heaven – Dark Tranquillity

Punish my Heaven – Slaughter of the Bluegrass

We are the outstretched fingers
That seize and hold the wind…

The strangeness of awakening
In an oh so silent world
Breathlessly waiting
For the first proud beams of light
As the hours grow longer
And the shadows never fall
My sky has forsaken me
My desperation grows

Bring me the light
In the darkness that never ends
The dawn will never come
Punish my heaven

We have arrived
At the outermost crossroads
The charge of cosmos
At our atmospheric skies
Will cause our fall

If I had wings, would I be forgiving?
If I had horns
Would there be flames to shy my smile?

Hymns of loss are heard
From the masses in the streets
Praising the last of days
I punish

Bring me the night
In the fires that never end
The dawn will never come
Punish my heaven

The charge of cosmos
Charging at us from unearthly distance
I challenge the universe
It’s the choice between heaven and hell

My soul bears all the weight of mountains
As mankind weaves its silent end
Can there be no forgiveness?
I curse the heaven above me
As the light sinks through
My outstretched fingers
Fading in my open arms

Make each tear in my bare hands
A lifetime in hell

On this last day of light
When our autumn leaves fell
And as heaven itself commands me
Out of its lair
I fear not
My face lined for darkness
I’ll go!





What kind of love [Avantasia]

23 09 2009

Dalle menti del progetto powermetal di Tobias Sammet che ha fuso musicisti del calibro di: Eric Singer (KISS e BLACK SABBATH), Rudolf Schenker (SCORPIONS),  Alice Cooper, Timo Tolkki (STRATOVARIUS), Michael Kiske (HELLOWEEN), Kai Hansen e Henjo Richter (GAMMA RAY), Andrè Matos (ANGRA) e tantissimi altri.

Il nome Avantasia è la fusione delle parole Avalon e Fantasia e descrive, secondo il leader del progetto, un mondo che va aldilà dell’immaginazione.

Pubblico questa canzone perchè credo sia, sempre secondo il mio modestissimo parere, una delle migliori ballate power-metal di tutti i tempi. E non esagero con la definizione. Anche se la voce di Sammet non è proprio una delle mie preferite, Amanda Sommerville, e anche il testo, perchè no, compensano pienamente!

Perchè anche sotto il metallo batte un cuore!

Signori, What Kind of Love degli Avantasia.





Looking out my back door! [CCR & COB]

21 09 2009

Ho amato da tempo immemore i mitici Creedence Clearwater Revival. Ero minuscolo quando sentii una musicassetta con le loro più grandi canzoni.

Proprio qualche attimo fa li riascoltavo e mi sono esaltato per la musicalità, la voce, i testi vecchi di ben 40 anni! Così come Dante, Petrarca e Boccaccio loro si possono definire senza alcun dubbio uno dei pilastri della musica rock, il vero rock, dagli anni ‘80 ad (ahimè, quanti pochi ce ne sono) oggi.

Sempre un attimo fa, cercavo un live, una versione differente, una modifica di questa stupenda canzone: Looking out my back door. All’improvviso mi salta all’occhio, sul fidato youtube, un titolo. Children of Bodom – Looking out my back door.

Non posso negare che all’inizio ho guardato quel titolo con una forma di scetticismo, considerando inoltre, lo stato in cui si sono lasciati andare i bimbi di Bodom. Buttandosi nel vortice del commerciale per bimbiminkia (la K ci vuole…) senza cervello. Mi sono fatto coraggio e ho cliccato sul video…. non ho parole. Intro identica a quella dei CCR, ambientazione simile e lo sguardo dei protagonisti che, letteralmente, recitavano il video di circa 40 anni fa!

Davvero impressionante. Ed il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato: se la musica è musica, essa non muore mai. Dall’antico rock, al death metal odierno essa si evolve. E persino ragazzi di meno di 30 anni portano rispetto per un antico pezzo che ha lasciato le basi per una musica che non può spegnersi mai.

E non smetterò mai di odiare lo schifo che esiste oggigiorno….

Vi lascio con le due versioni e con il testo.

Lunghi giorni e piacevoli notti


Creedence Clearwater Revival

Children of Bodom

Just got home from illinois, lock the front door, oh boy!
Got to sit down, take a rest on the porch.
Imagination sets in, pretty soon Im singin,

Doo, doo, doo, lookin out my back door.

Theres a giant doing cartwheels, a statue wearin high heels.
Look at all the happy creatures dancing on the lawn.
A dinosaur victrola listning to buck owens.

Tambourines and elephants are playing in the band.
Wont you take a ride on the flyin spoon?
Doo, doo doo.
Wondrous apparition provided by magician.

Tambourines and elephants are playing in the band.
Wont you take a ride on the flyin spoon?
Doo, doo doo.
Bother me tomorrow, today, Ill buy no sorrows.

Forward troubles illinois, lock the front door, oh boy!
Look at all the happy creatures dancing on the lawn.
Bother me tomorrow, today, Ill buy no sorrows.





Trail of broken hearts [Dragonforce]

8 09 2009

Here we are far beyond the distant sky
Seen all the world and how the story will be over
Through the snow and tainted mountains we have climbed
Now we have found the light that guides us over
Through the fallen rain we travelled far and wide
And through the blackest darkness
Stars above shining bright

Through the sun and winter rain will fall
All our lives we all were waiting for a sign to call
We’re walking hand in hand in dreams and endless time
How do we know when we will leave this life behind?

Stare at life through eyes of mine
the hate the fear and the pain
There’s a feeling held deep inside – when life you live is in vain

Fly away down the lonely roads of yesterday
We close your eyes to see the light of brighter days
And all alone we’ll be where time can never heal
With the trail of broken hearts flying free

Once again we walk this lonely road
There are times that we are wading through the rain and cold
We’re lost in memories of what we left behind
Relive the dreams, the endless screams of pain inside

Lives are filled with emptiness
The fear returned once again
searching endlessly now we will see
Drown your mind in the pain

Fly away down the lonely roads of yesterday
We close your eyes to see the light of brighter days
And all alone we’ll be where time can never heal
With the trail of broken hearts flying free

The last temptation will be all that’s left for me

When I see those tears you cry
When I hear those lies you lie
When I see your creation now falling down on me
Is this the reason to be?

Fly away down the lonely roads of yesterday
We close your eyes to see the light of brighter days
And all alone we’ll be where time can never heal
With the trail of broken hearts flying free





Inverno [F. De Andrè]

28 08 2009

Ascolta questa tromba.
Sei vestito di scuro, sei solo e cammini in una fredda serata di novembre. Cerchi un posto per distrarti e gli occhi scrutano il nero davanti a te, quando una luce blu t’invade.
Un neon, che forma le parole “Blue Moon”.
Tre scale, una porta e cominci a sentire questo malinconico pezzo jazz. Apri, il locale è più scuro della notte che avevi lasciato poco fa.
Pochi tavolini e poche persone sedute. Fumano tutti, quella nebbia si confonde tra le soffuse luci azzurre e ti immagini di come sia simile alla neve di poco fa.
Trovi un tavolo libero e ti siedi lì, sempre da solo. Il silenzio è rotto solo dalla tromba che ti sussurra nell’orecchio: “anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino”, t’accendi una sigaretta, il fumo t’avvolge e tutto si spegne quando la voce scandisce “Sale la nebbia sui prati bianchi….”

INVERNO – FABRIZIO DE ANDRÈ

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.





From the heaven of my heart [Amorphis]

16 08 2009

È uscito già da un po’. Si parla di Skyforger, ultimo album degli Amorphis.

Ad essere sinceri dopo il cambio del cantante, leader sin dalla fondazione del gruppo, ero un po’ titubante su quello che potevano essere i nuovi Amoprhis. Quest’album mi ha fatto capire cosa sono gli Amorphis.

Per quanto riguarda la trama, si basa completamente sul poema finnico “Kalevala” (di cui scriverò a breve qualcosa) mentre le sonorità, se paragonate a quelle dei vecchi album, sono nettamente più calme e razionali. Frutto di un lavoro di ricerca, secondo me, assurdo. In alcuni pezzi, quali “Sampo” e “Silver Bride” sembra quasi d’accarezzare la gelida aria finlandese, per il pezzo che vi propongo, invece, l’atmosfera è surreale. Quasi eterea.

Ma come mai ho capito cosa sono gli Amorphis? Perchè Amorphis d’altra parte significa amorfi. Senza forma alcuna. Per i bigotti potrebbe sembrare un punto sfavorevole, ma se analizziamo bene la loro storia non è assolutamente così.

Nei primi album, gli Amorphis, si sono caratterizzati per sonorità ribelli al limite del brutal. Pian piano si sono trasformati in un grind meno graffiante per arrivare a pezzi che sfioravano il doom. Da Tuonela (chiamato anche Tuoni, Manala o Mana è il reame dei morti nel Kalevala; un po’ come l’Ade della mitologia greca) in poi abbracciano completamente le loro radici finniche cantando, come bardi medievali, le gesta epiche dei loro avi. Il suono è sicuramente meno cupo e man mano che si va avanti sparisce anche quel cattivissimo growl lasciando spazio a suoni melodiosi e antichi. Ora come ora, raccontando il Kalevala, posso dire, soggettivamente, di essersi avvicinati a un Folk Metal molto moderno.

Gli Amorphis hanno racchiuso nella loro carriera musicale quasi ogni genere del metal odierno. Un gruppo senza forma, capace di portare ai massimi livelli ogni cosa.

L’amorfità è sensazionale e questo gruppo è la prova vivente.

Ecco a voi:

From the heaven of my heart – Amorphis

I who have forged the heavens
I also have my king
To northland I was sent
I was cast to distant Pohjola
Enforced by my king’s spells
His orders undenied

From the small crumbs of earth
From a fleece of summer ewe
From a memory of a single seed
From the flair of a swan’s feather
I let the milk come seeping from the heaven
Heaven of my heart

There my skills were known to them all
They all knew my name
All knew of my might
And I forged a godly device
A machine divine
The gates of plenty opened by me

Dal fascino di una piuma di cigno…





Continuando su cose antiche… – Melancholy (Holy Martyr) [Iced Earth]

14 08 2009

Tra tutte le cose antiche che in questi giorni sto ricordando non poteva assolutamente mancare questa canzone. La sentii in un periodo abbastanza particolare, nel quale i fatti reali della mia vita combaciavano in tutto e per tutto con questo pezzo.

Inutile dire che fu un periodo abbastanza triste. D’altra parte, sto notando, che i periodi tristi vengono alla mente molto più frequentemente che dei periodi felici. Questo fa nascere una considerazione….

È più probabile che, per qualche strano meccanismo, la nostra mente ricordi con più facilità i periodi malinconici o è perché i periodi “felici” prima o poi finiscono tutti (o quasi) in uno stato di disperazione assurdo?

Sinceramente sono molto più propenso verso la prima ipotesi, anche perché è troppo presto per parlare del “tutti” o “sempre”.

Ma và, sembro quel ragazzo sognatore di almeno 10 anni fa…. e di questo non me ne vergogno. Ne sono fiero. Sono fiero di ogni scelta fatta…. beh, non proprio tutte. Ma col passare del tempo mi accorgo che i cambiamenti sono inevitabili e che più tempo passa è più c’è qualcosa di concreto davanti.

GUTTA CAVAT LAPIDEM

Così dicevano i latini. Che dire? Grandi persone :D Piano, piano, con calma e razionalità. Solo così, probabilmente si può raggiungere qualcosa che possa definirsi, almeno apparentemente, VITA.

È sempre bello porsi come siamo davanti al passato. Che lo si voglia o no, si vedono le situazioni in modo alquanto obiettivo.

Bando alle ciance. Ecco a voi:

Melancholy (Holy Martyr) – Iced Earth

Make the sadness go away
Come back another day
For years I’ve tried to teach
But their eyes are empty
Empty too I have become
For them I must die
A sad and troubled race
An ungrateful troubled place

I see the sadness in their eyes
Melancholy in their cries
Devoid of all the passion
The human spirit cannot die
Look at the pain around me
This is what I cry for
Look at the pain around me
This is what I’ll die for

Make the sadness go away
Come back another day
The things I’ve said and done
Don’t matter to anyone
But still, you push me to see
Something, I can never be
Why am I their shattered king?
I don’t mean anything

I see the sadness in their eyes
Melancholy in their cries
Devoid of all the passion
The human spirit cannot die
Look at the pain around me
This is what I cry for
Look at the pain around me
This is what I’ll die for





Ho vinto!

12 08 2009

Troppe idiozie in questi giorni, ma questa è importante sul serio anche se non importerà a nessuno.

MA A ME SI! OK?

Un bel giorno rigiocavo a Trackmania Nations Forever, dopo tantissimo tempo ritrovo un server campano che in passato mi ha fatto parecchio divertire. Mi accorgo subito che è cambiato molto dall’ultima volta che c’avevo messo piede (o ruota, che dir si voglia) e giochicchiando con le nuove funzioni mi accorgo che è possibile scegliere una soundtrack per ogni pista (SBAV). Inutile dire che le prime canzoni siano state metal pesante (CHE CULO CHE C’ERANO) poi sono scivolato su canzoni simpaticissime. Canzoni del calibro di: “Gigi la trottola”, “Dune Buggy”, “Fantasy”, “Nati con la camicia”, ecc. Che ve lo dico a fare. Spettacolo! Giro e rigiro tra le migliaia di canzoni e mi ritrovo una cosa del tipo “Mmospg – Avantasia” e mi dico: “Ma si, gli Avantasia sono carini, metto questa”.

Beh, non sono gli Avantasia di sicuro. Canta una donna, anche una bella voce. Non è metal di quello serio ma ha un certo ritmo. Me la canticchiavo e ricanticchiavo e più di una volta mi veniva voglia di risentirla, ma non è possibile che per sentire una canzone devo entrare ogni volta in un gioco online e perlopiù non poterla sentire ogni volta che mi pare.

Inizia così la mia ricerca.

La voce non mi lasciava troppo spunti, alcune parole erano attaccate e difficili da capire. Ho chiesto persino a un tipo che giocava dall’Inghilterra di scrivermi il testo preciso, ma per un problema o per un altro non è mai riuscito a mandarmelo.

La mia testa è parecchio cocciuta, si sà, e non mi sono perso d’animo. Su qualunque motore di ricerca e in qualunque modo mi sono gettato alla ricerca del titolo di questa fantomatica canzone. Niente. Almeno un’intera mattinata a cercare e ricercare (che bel tempo buttato nel cesso….). Poi il lampo di genio: aggiungo le parole che ho capito tra virgolette e la scritta “BLOG” alla fine nella ricerca di google. Trovo, proprio alla prima voce, un tizio che aveva postato il testo della canzone con relativo video.

Alcune parole non erano uguali. Tipo CARRIES con CARESS, BAD TIMES con BAPTISED, ecc (alla fine sembra proprio che dica le parole che avevo capito io…. bah).  Ma il 90% delle parole l’avevo capito bene!

Mitico!

Alla fine, ora come ora, non mi piace nemmeno più di tanto sta canzone. Vi assicuro che però, le prime due o tre volte che la si sente è davvero carina.

Buonanotte!

Nightwish – Amaranth

Baptised with a perfect name
The doubting one by heart
Alone without himself

War between him and the day
Need someone to blame
In the end, little he can do alone

You believe but what you see?
You receive but what you give?

Caress the one
The never-fading rain in your heart
The tears of snow-white sorrow
Caress the one, the hiding Amaranth
In a land of the daybreak

Apart from the wandering pack
In this brief flight of time
We reach for the ones, whoever dare

You believe but what you see?
You receive but what you give?

Caress the one
The never-fading rain in your heart
The tears of snow-white sorrow
Caress the one, the hiding Amaranth
In a land of the daybreak

Reaching, searching for something untouched
Hearing voices of the never-fading calling

Caress the one
The never-fading rain in your heart
The tears of snow-white sorrow
Caress the one, the hiding Amaranth
In a land of the daybreak

Non male però la nuova cantante dei Nightwish. Ha un so che di conosciuto….





Cose Antiche

1 08 2009

Mithotyn – Upon Raging Waves

Non ascoltavo questa canzone da almeno 12 anni e non esagero col numero. Probabilmente una delle prime canzoni di metal estremo che ho ascoltato.

Mi tornano alla mente migliaia e migliaia di ricordi. Situazioni passate e lasciate ad appassire. Situazioni che mi spingono a ricordare e credere che qualcosa di importante nella mia vita c’è stato. Sicuramente importante solo per me, ma d’altra parte è questo che conta, no?

Esisteva qualcosa di più profondo. Esisteva il pensiero “no, non cambierò mai!”…. quanto è sbagliato quel pensiero :D

Ma nella malinconia riesco a trovare un sorriso e nel fatto che, purtroppo, inevitabilmente sono cambiato posso soltanto affermare che il cerchio non si chiude mai. È un’eterna ricerca del centro che sfioreremo e non toccheremo mai. Ogni spirale, però, ogni cerchio più piccolo del precedente, ci avvicina sempre di più al particolare.  A quell’essenza che credevamo eterea e che invece esiste sempre di più.

È un cambiamento essenziale. Non l’avrei mai detto ai tempi di “Upon Raging Waves” o di “Spiteful Intent” o anche di “Terminated World”…. ecco Terminated World.

Và messa.

Purtroppo YouTube non m’aiuta. Mi propone solo questa cover (fatta bene comunque). Ma rende l’idea.

Erano tempi e cose antiche. Con il fascino del passato mi preparo ogni giorno e ogni notte ad affrontare il presente. E cancellando tutto ciò che ho scritto precedentemente, sperando che quei tempi possano ritornare :D

‘notte.

P.S. mi viene la pelle d’oca a risentire queste canzoni. Che tristezza….





C’è una casa in New Orleans…

29 03 2009

…la chiamano il sole nascente.

The house of rising sun è una canzone molto ambigua. Nessuno conosce la sua vera origine, anche se alcuni studiosi di musica folk pongono la sua nascita all’incirca nel ‘600 con una canzone popolare inglese.

Sono stati più di 100 i gruppi o i cantanti che l’hanno interpretata. Da Jimi Hendrix a Joan Baez e da gli Eagles ai Sentenced. The house of the rising sun, oggi, è un eufemismo per indicare una casa chiusa. Tuttavia questa casa di cui parla la canzone non si sa se sia reale o fittizia.

Mi hanno sempre affascinato queste canzoni perdute nel tempo e mi chiedo come questa canzone sia vissuta per più di 400 anni cambiando costantemente genere. Dal folk sua origine al metal odierno.

La musica è musica. Mi chiedo anche perchè non l’abbiano trasformata in merda i nostri bei cari miti di oggi. Da gigi d’alessio a vasco rossi e da tutti quei deficienti che azzeccano suoni a caso che poi la sparano a 100db ( se è una serata tranquilla ) nelle discoteche. L’oro è oro. Non si può cambiare. Io la vedo come una reliquia che i profani non possono toccare. Non possono nemmeno immaginarlo. Purtroppo a volte capita. Questi maledetti uomini perduti si permettono persino, a volte, di storpiare canzoni di autori illustri quali Fabrizio De Andrè e Franco Battiato. Mio dio….

Quanto è triste. Poi mi chiedono perchè. Ma perchè mi piace essere così. Perchè ho ancora la fortuna di possedere un cervello che elabora informazioni ed è capace di decidere da sè. Perchè preferisco essere un puntino nero su un foglio di diecimila metri quadrati, perchè preferisco essere una mosca bianca. Perchè unirmi alla marmaglia odierna mi fa schifo.

Lascio ascoltare le versioni che mi hanno più colpito per la differenza e l’interpretazione delle stesse.

Ci sono due versioni originali. Una al maschile e una al femminile. Lascio testo e traduzione soltanto di quella al maschile. Le donzelle saranno così carine da trovarsi la loro per sè :P

Bob Dylan


Shawn Mullins


Pink Floyd


Muse


Walls of Jericho


Sentenced

There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it’s been the ruin of many a poor boy
And God I know I’m one

My mother was a tailor
She sewed my new bluejeans
My father was a gamblin’ man
Down in New Orleans

Now the only thing a gambler needs
Is a suitcase and trunk
And the only time he’s satisfied
Is when he’s on a drunk

Oh mother tell your children
Not to do what I have done
Spend your lives in sin and misery
In the House of the Rising Sun

Well, I got one foot on the platform
The other foot on the train
I’m goin’ back to New Orleans
To wear that ball and chain

Well, there is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it’s been the ruin of many a poor boy
And God I know I’m one

C’è una casa a New Orleans
la chiamano il sole nascente
ed è stata la rovina
di più di un povero ragazzo
e Dio, so di esssere uno di questi

Mia madre era una sarta
cucì i miei blue jeans nuovi
mio padre era un giocatore d’azzardo
giù a New Orleans

Ora, l’unica cosa
di cui ha bisogno un giocatore d’azzardo
è una valigia e un bagagliaio
Ed è soddisfatto
solo quando
è ubriaco del tutto

Oh madre di’ ai tuoi figli
di non fare quello che ho fatto io
di non spendere la loro vita
nel peccato e nella miseria
nella casa del sole che sorge

Ora, un piede sul binario
l’altro piede sul treno
sto tornando a New Orleans
con la palla al piede [cioè in prigione]*

Ebbene, c’è una casa
a New Orleans
La chiamano il sole nascente
ed è stata la rovina
di più di un povero ragazzo
e Dio, so di essere uno di questi