Blade Runner tra sogno e realtà

2 07 2008

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo….
come lacrime nella pioggia.
È tempo…. di morire

Queste frasi mi hanno da sempre affascinato. Le ho immaginate come un dialogo tra due persone immaginarie. Un uomo “sogno” e un uomo “realtà”.
L’uomo “sogno” racconta di cose mai viste, forse intraviste tra l’oscuro delle palpebre, nascondendo completamente quello che rappresenta l’uomo “realtà”
Quel sogno che racconta di avvenimenti di un racconto che lo spettatore non ha assolutamente mai visto. Ma la realtà lo capisce perfettamente…. guarda il sogno con occhi assorti.
Con tristezza gli racconta perfettamente ciò che è l’altra persona: la realtà. Una tristezza che sembra confusa oltre a quel che esprime la parola stessa. Così come il proprio sogno.
Poi tutto svanisce. Come “lacrime nella pioggia”. E il sogno viene distrutto dal suo antagonista, la realtà. Ora per il sogno è tempo di morire….





Il cinema e il cinema italiano

12 06 2008

Il problema maggiore nella produzione di un film è che si pensa soprattutto al profitto derivato da esso. In Italia, purtroppo, la maggioranza delle persone preferisce guardare un “film” (capirete il perchè delle virgolette) piuttosto leggero, spoglio, con significati che non vanno oltre la più bassa, istintiva e mera comprensione di base del cervello. Ecco che quindi che tra i più grandi incassi vediamo i film di Natale o le cazzate “ragazzo, ragazza, amici, delusione, bacio”.

Cito una frase di Quentin Tarantino:
[Il cinema italiano odierno] mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni ‘60 e ‘70 e alcuni film degli Anni ‘80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia. (da TV Sorrisi e Canzoni n. 23, 2007)

Con questo corto tratto dal festival di Cannes 2008 volevo mandare a fanculo i vari film che spopolano tra le labbra della gente. Ne cito solo alcuni giusto per rendere l’idea: il divo, gomorra, ho voglia di te, tre metri sopra il cielo, natale sul nilo, natale a new york, natale, natale e ancora natale, come tu mi vuoi, scusa ma ti chiamo amore, notte prima degli esami, questa notte è ancora nostra, 27 volte in bianco, prova a volare, ecc.

VAFFANCULO!





Overkill campione!

20 05 2008

Fine campionato

Una stagione piena di colpi di scena. Questa è la definizione di un anno nella competizione virtuale nella quale la squadra “Overkill” ha partecipato. Ecco un intervento del presidente:

“Non ci credeva nessuno. L’anno scorso abbiamo lottato per la salvezza, quest’anno siamo CAMPIONI. Le avversarie erano agguerritissime e ci hanno fatto rimanere col fiato sospeso fino all’ultimo minuto. Un grazie va alle nostre tifoserie gemellate che ci hanno fatto sentire a casa anche quando non lo eravamo. I ragazzi si sono fatti valere sin dall’inizio della stagione, il gruppo è stato superlativo. Gran parte del merito, però, e scusate se pecco di presunzione, va alla società che ha saputo fare della sua campagna acquisti la propria punta di diamante. Acquisti e cessioni azzeccate, quando nessuno credeva nel potenziale effettivo dei campioni. Siamo stati ottimi imprenditori nel carpire il reale guadagno da tutte le azioni effettuate.”

Come vedete il presidente sprizza elogi da tutti i pori. Tutti sono affascinati dalla sua aura piena di ottimismo per continuare a vincere e a sorprendere anche l’anno prossimo.

Intanto tutti i tifosi e la squadra cantano il nuovo inno!







Requiem for a dream

15 05 2008

Un film poco conosciuto. Un film che intriga fino alla fine e anche oltre. Un capolavoro. Il frutto proibito perfetto.

Non è un film sulla droga. E’ un film dei nostri tempi, di denuncia. Di amaro e crudo realismo. In cui i conflitti, le ossessioni, le manie, diventano al pari delle anfetamine, droghe sociali.

Sarah: È un motivo per alzarmi al mattino. È un motivo per dimagrire, per entrare nel vestito rosso. È un motivo per sorridere, per pensare che il domani sarà bello. Che cos’altro ho, Harry?

Harry: “La sai una cosa? Sei in assoluto la ragazza più bella che abbia mai conosciuto.”
Marion:
“Davvero?”
Harry:
“L’ho pensato appena ti ho vista.”
Marion:
“Sei così dolce Harry. Mi fai così bene al cuore. Me l’hanno detto anche altri prima, ma non voleva dire niente.”
Harry:
“Perché, credevi che ti prendessero in giro?”
Marion:
“No, no, non era questo, è che…bo non lo so, forse mi prendevano in giro, ma chi se ne frega. E’ che detto da loro non voleva dire niente, niente, ma se lo dici tu lo sento, lo sento davvero.”
Harry: “Con una come te credo riuscirei a far funzionare la mia vita.”
Marion: “Credi?”

Requiem per un sogno. Requiem per quattro sogni. Requiem per tutti i sogni.

Requiem.





Gioco di bimba [Le Orme]

2 04 2008


Come d’incanto lei s’alza di notte,
Cammina in silenzio con gli occhi ancor chiusi
Come seguisse un magico canto
E sull’altalena ritorna a sognare.

La lunga vestaglia, il volto di latte,
I raggi di luna sui folti capelli.
La statua di cera s’allunga tra i fiori
Folletti gelosi la stanno a spiare.

Dondola, dondola, il vento la spinge
Cattura le stelle per i suoi desideri.
Un’ombra furtiva si stacca dal muro:
Nel gioco di bimba si perde una donna.

Un grido al mattino in mezzo alla strada,
Un uomo di pezza invoca il suo sarto
Con voce smarrita per sempre ripete
“io non volevo svegliarla così”
“io non volevo svegliarla così”