Grande fratello

22 01 2008

Ieri è cominciata un’altra volta la più grande cazzata dell’umanità. Il termine volgare che ho usato è proprio per farvi storcere la bocca. Voi che la storcete per una cosa del genere e che tutti belli divertiti ed eccitati state con lo sguardo fisso verso quella scatola delle meraviglie a guardare non so quanti imbecilli. Ma che coerenza….
Sono davvero triste. Sul serio. I cari miei simili (ed ho quasi vergogna a usare questa parola) tutti belli ad applaudire, ad esultare, a tifare, a commentare, persino a litigare!!!! Come se si stesse parlando della guerra in Kenya, dei guai che combina e ha combinato Castro, dell’AIDS o di un’idea politica tanto giusta quanto sbagliata.
Dopo la tristezza, poi, sorge l’incredulità. Incredulo, anzi, è dir poco. Tralasciamo i poveracci che s’accaniscono e discutono coi loro cari amici sulle vicissitudini dei nostri grandi eroi e che non hanno, purtroppo per loro, cultura e intelligenza per parlare di qualcos’altro a parte il vestitino bello di Armani, il paio di mutande da 40€(!!!!), le scarpe da 450€ o non so che altro.
Dopo rimango incuriosito dalle persone che si mettono sempre dentro la scatola delle meraviglie e che nel 50% dei casi c’hanno pure una laurea o anche di quelli che usano un’arte dimenticata come la scrittura per dire “Stupendo! Nasce amore nella casa”; “Attenzione, Pinco da uno schiaffo a Tizio”; “Beati loro, si alzano alle 12!”. Li guardo incuriosito come una gallina guarda il suo bel pulcino, inclinando il muso da un lato. Non riuscendo a capire che razza di animale possa essere. Ed ha pure ragione!!
Li guardo. Li osservo per bene. Si vabbè, hanno gli occhi, il naso… beh fin’ora ci siamo. Bocca, capelli, orecchie, mani, braccia…. Pare che ci sia tutto. Almeno finchè stanno fermi e zitti. Quando cominciano a parlare finisce il mondo… non voglio nemmeno citare quello che dicono, tanto penso lo sappiamo tutti. Ed è veramente vergognoso, tutti belli belli a discutere delle più grosse futilità del mondo, dove per una tetta scoperta o per un bacio nascosto scoppiano le pagine dei giornali di foto e studio aperto ci fa un servizio di almeno 40 minuti, dedicando poi il minutino di rito alla cronaca, agli esteri e tutte ste cose snob.
Poi ci sta la festa di battesimo di ogni domenica. Mi spiego meglio. Si sa, ai battesimi ci sta chi sta seduto, chi balla, chi canta, chi si incazza, chi tra una portata e un’altra si fa la chiacchierata, chi si alza e vuole fa il karaoke. Insomma le solite cose. Signore e signori buona domenica è questa. Una bella festa di battesimo settimanale. All’inizio tutti felici contenti, si balla. Auguri, auguri! Poi si beve un pò, ci sta chi fa il cretino, chi sta ubriaco e si altera con tutti. Dai, un pò di tutto. Ma che bello!
Dopo la tristezza, l’incredulità, la curiosità e la vergogna viene fuori il ribrezzo e ritorna la tristezza. Come si fa a rimanere inermi mi chiedo? Ora m’attirerò le ire del mondo (supponendo che qualcuno legga ciò che ho scritto). Persino un transessuale…. Rimango schifato e ritorno triste. Il paese capitale del mondo intero è diventato il gorgo principale di un abisso senza fondo. Sta gente poi fa pure la moralista non riuscendo a guardare a un palmo dal proprio naso. Non si rendono nemmeno conto che li prendono in giro. Fate la figura degli spettacoli da circo, ah sicuramente solo per quelli che ragionano un attimo è ovvio! Per loro invece mostrano la loro idea, si fanno valere. Eh già…. Vi considerate così diversi (e lo siete! Ah se lo siete!) e vi conformate alla massa di mentecatti che la maggior parte delle persone prende come mito. Quegli stessi mentecatti che si muoiono di fame ma si devono comprare la maglia di corona perchè so bellini, poi si lamentano che lo stato non li paga abbastanza. Che razza strana siamo….
Vidi un film molto tempo fa: i due mondi di Charlie tratto da un racconto di Daniel Keyes intitolato “Fiori per Algernon”.

Tratto da Wikipedia
Fiori per Algernon narra la storia di Charlie Gordon, un inserviente ritardato che ha il compito di lavare il pavimento in una fabbrica. Charlie è cosciente di non essere intelligente quanto gli altri ma sogna di diventarlo, così, quando Alice Kinnian – la sua insegnante alla scuola per adulti ritardati – gli parla di un procedimento sperimentale per aumentare l’intelligenza, decide di provarlo.
Charlie allaccia un’amicizia con Alice mentre diventa sempre più intelligente, fino a superare il livello normale e diventare un genio. Non tutti gli aspetti della sua vita, però, cambiano in meglio: Charlie scopre con dolore che i suoi compagni di lavoro lo prendevano in giro, mentre questi, spaventati dal suo misterioso cambiamento, firmano una petizione per farlo licenziare. Quando Charlie, con orrore, si scopre a ridere con altre persone di un garzone ritardato – come i suoi vecchi compagni facevano con lui – trova uno scopo nella vita: aiutare chi è affetto da ritardo mentale.
Improvvisamente, però, l’intelligenza di Algernon comincia a mostrare segni di declino, quindi il topo muore. Svolgendo delle ricerche personalmente, Charlie scopre che gli effetti dell’operazione sono temporanei, e di lì a poco inizia a perdere il suo intelletto, cadendo in depressione.
Ritrova il lavoro alla fabbrica – dove, conoscendo la sua storia, i suoi amici ora lo rispettano – ma un giorno, dimenticandosi temporaneamente tutto ciò che è successo, torna alla scuola per ritardati. Alice, vedendolo, scoppia a piangere. Charlie decide di andarsene per non darle più simili dispiaceri, e nella lettera d’addio chiede che qualcuno metta ogni tanto dei fiori sulla tomba di Algernon, nel suo cortile.

Nel film la profonda depressione momentanea di Charlie viene alla fine sovrapposta all’estrema felicità e spensieratezza di quando è di nuovo se stesso. Forse è meglio essere “stupidi”.
Lascio tutto con la prima strofa di una canzone: It’s a long road di Dan Hill.

It’s a long road
When you’re on your own
And it hurts when
They tear your dreams apart

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