Il vuoto di cui mi sono nutrito [Dark Tranquillity]

10 04 2008

Silenzio nella tremante solitudine
Obblighi, pressioni per tutti da sopportare
Tutte le risposte pietose, le innocenti bugie
Possono semplici parole
Riempire il vuoto di cui mi sono nutrito?

Vattene,
Compiacente traccia d’avarizia
Al sicuro ora sull’altra riva
Dietro: il vuoto da cui sono fuggito

Può il silenzio essere condiviso?
Se si, può la percezione del silenzio
Inserirsi nella cornice che deve rappresentare
L’unità che noi sosteniamo?
I confini rappresentano un eterno sacrificio?
Nessun occhio del silenzio può dire menzogna

Silenzio, eppure l’assenza di suono
Non mi alimenta
La sola essenza della bellezza
Rende muti di fronte alla grazia permanente
Sia portato innanzi il sole
Faccia luce sul vuoto

Cosa può essere estratto dal nulla
Cosa può essere trovato nel vuoto
Vattene,
Compiacente traccia d’avarizia
Al sicuro ora sull’altra riva
Dietro: il vuoto di cui mi sono nutrito

Siano portati allo scoperto gli errori dei nostri modi
Tanto il diniego quanto il disprezzo
Introspettivo a tutto tranne uno
Fai a pezzi le cornici
Nessun occhio può del silenzio dire menzogna

Come posso anche solo iniziare
La battaglia dove nessuno esce vincitore
Dalle risposte ora fuggo

Urlavo senza risultato
Sono diventato quello che così a lungo ho temuto?
I pezzi mancanti ora devono essere sostituti

Ciò che la vista non riesce a cogliere
È il vuoto da cui sono fuggito

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