Cirano [F. Guccini]

29 05 2008

Venite pure avanti, signori imbellettati, io più non vi sopporto! Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finché dura che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti; venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatti del qualunquismo un arte; coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Ma quando sono solo si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d’essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste perché è bella, siamo così diversi; a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita: voi preti che vendete a tutti un’altra vita; se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Io tocco i miei nemici con la spada ma in questa vita oggi non trovo più la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo; dev’esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un’ombra e tu il sole; ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo.





Live brutal!

23 05 2008

Io, mister X, Terrance Hobbs ( SUFFOCATION ), Furia.

Io, Shane Embury ( NAPALM DEATH ), Furia.





Overkill campione!

20 05 2008

Fine campionato

Una stagione piena di colpi di scena. Questa è la definizione di un anno nella competizione virtuale nella quale la squadra “Overkill” ha partecipato. Ecco un intervento del presidente:

“Non ci credeva nessuno. L’anno scorso abbiamo lottato per la salvezza, quest’anno siamo CAMPIONI. Le avversarie erano agguerritissime e ci hanno fatto rimanere col fiato sospeso fino all’ultimo minuto. Un grazie va alle nostre tifoserie gemellate che ci hanno fatto sentire a casa anche quando non lo eravamo. I ragazzi si sono fatti valere sin dall’inizio della stagione, il gruppo è stato superlativo. Gran parte del merito, però, e scusate se pecco di presunzione, va alla società che ha saputo fare della sua campagna acquisti la propria punta di diamante. Acquisti e cessioni azzeccate, quando nessuno credeva nel potenziale effettivo dei campioni. Siamo stati ottimi imprenditori nel carpire il reale guadagno da tutte le azioni effettuate.”

Come vedete il presidente sprizza elogi da tutti i pori. Tutti sono affascinati dalla sua aura piena di ottimismo per continuare a vincere e a sorprendere anche l’anno prossimo.

Intanto tutti i tifosi e la squadra cantano il nuovo inno!







Requiem for a dream

15 05 2008

Un film poco conosciuto. Un film che intriga fino alla fine e anche oltre. Un capolavoro. Il frutto proibito perfetto.

Non è un film sulla droga. E’ un film dei nostri tempi, di denuncia. Di amaro e crudo realismo. In cui i conflitti, le ossessioni, le manie, diventano al pari delle anfetamine, droghe sociali.

Sarah: È un motivo per alzarmi al mattino. È un motivo per dimagrire, per entrare nel vestito rosso. È un motivo per sorridere, per pensare che il domani sarà bello. Che cos’altro ho, Harry?

Harry: “La sai una cosa? Sei in assoluto la ragazza più bella che abbia mai conosciuto.”
Marion:
“Davvero?”
Harry:
“L’ho pensato appena ti ho vista.”
Marion:
“Sei così dolce Harry. Mi fai così bene al cuore. Me l’hanno detto anche altri prima, ma non voleva dire niente.”
Harry:
“Perché, credevi che ti prendessero in giro?”
Marion:
“No, no, non era questo, è che…bo non lo so, forse mi prendevano in giro, ma chi se ne frega. E’ che detto da loro non voleva dire niente, niente, ma se lo dici tu lo sento, lo sento davvero.”
Harry: “Con una come te credo riuscirei a far funzionare la mia vita.”
Marion: “Credi?”

Requiem per un sogno. Requiem per quattro sogni. Requiem per tutti i sogni.

Requiem.





Ho imparato….

13 05 2008

Ho imparato….
che nessuno è perfetto…. Finché non ti innamori.

Ho imparato….
che la vita è dura…. Ma io di più!!!

Ho imparato….
che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu…. le prende qualcun altro.

Ho imparato….
che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un’altra parte.

Ho imparato….
Che bisognerebbe sempre usare parole buone…. Perchè domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato….
che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato…
che non posso scegliere come mi sento…. Ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato….
che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno…. ti ha agganciato per la vita

Ho imparato….
che tutti vogliono vivere in cima alla montagna…. Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato….
che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato….
che è meglio dare consigli solo in due circostanze…. Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.

Ho imparato….
che meno tempo spreco…. più cose faccio.





Moleskine – Ha stregato anche me

9 05 2008

Moleskine è l’erede del leggendario taccuino degli artisti e intellettuali degli ultimi due secoli, da Vincent Van Gogh a Pablo Picasso, da Ernest Hemingway a Bruce Chatwin.

Compagno di viaggio tascabile e fidato, ha custodito schizzi, appunti, storie e suggestioni prima che diventassero immagini famose o pagine di libri amati. Un semplice rettangolo nero, gli angoli arrotondati, i risguardi trattenuti da un elastico, la tasca interna: un oggetto anonimo e perfetto nella sua essenzialità, prodotto per oltre un secolo da una piccola manifattura francese che forniva le cartolerie parigine, frequentate dalle avanguardie artistiche e letterarie internazionali.

Prediletto da Bruce Chatwin, che lo chiamava “moleskine”, verso la metà degli anni ’80 divenne introvabile. Nel suo libro “Le vie dei canti”, Chatwin ci racconta la storia del piccolo taccuino nero: nel 1986, il produttore, un’azienda familiare di Tours, chiude i battenti. “Le vrai moleskine n’est plus”, gli avrebbe annunciato teatralmente la proprietaria della cartoleria di Rue de l’Ancienne Comédie, dove era solito rifornirsi. Chatwin comprò tutti i “moleskine” che riuscì a trovare prima di partire per l’Australia, ma non furono abbastanza.

Nel 1998, un piccolo editore milanese riporta in vita il leggendario taccuino, scegliendo questo nome letterario per rinnovare una straordinaria tradizione. Sulle orme di Chatwin, Moleskine riprende il suo viaggio, proponendosi come indispensabile complemento della nuova tecnologia portatile. Cogliere la realtà in movimento, catturare dettagli, segnare sulla carta l’unicità dell’esperienza: Moleskine è un accumulatore di idee e di emozioni che libera la sua carica nel tempo.

L’avventura di Moleskine continua, il seguito lo racconteranno le sue pagine ancora bianche.





Voci

6 05 2008

In solitudine accorciano
un pensiero ed un dubbio,
mentre l’ansia attanaglia il cuore.
Suggestione immemore.

Consiglio verso il futuro,
specchio dell’aldilà.
Che, esistente o meno,
s’affaccia in una vita tenebrosa.

Congiunge i due mondi infiniti e
li dirige nel nulla.
Intuizione verso atti quotidiani e
non ti senti più tanto solo.