Te stesso

13 06 2008

Come da profezia mi appresto a scrivere ciò che solo io ho voluto. Quello che la stessa mia mente ha consigliato.

Il problema di trovarsi solo davanti al mondo è molto relativo. Può valere sia la parte fisica che mentale che spirituale che esistenziale. Il discorso può già sembrare contorto ma è molto semplice nel momento in cui una persona ci si trova perfettamente dentro.

Con il tema de “Il postino” nelle orecchie sento di dover dare ascolto soltanto al mio pensiero. Per non avere rimpianti, qualsiasi persona deve fare ciò che sente dentro.

Per troppe volte sono stato obbligato a fare e non fare. Questo deve essere il mio tempo.

Se si presenterà la MINIMA occasione tutto potrà cambiare e solo per il meglio. Almeno sarà il meglio che ho SCELTO.

Tutto questo essendo completamente solo in decisioni che in bene o in male condizioneranno l’intera mia vita. Ed è questa la solitudine di cui ho paura. Non quella dell’eremita o del saggio sulla torre, ma quella dell’uomo solo nella decisione. Quella che potrebbe essere della sua vita o quella di un attimo. Non fa alcuna differenza. Quando sei solo nel momento del decidere, c’è soltanto il buio attorno a te. Nessuna luce, nessun bagliore nè tantomeno una speranza. Senza quella speranza che potrebbe aiutarti a sopravvivere un giorno in più. Senza una voce amica che ti sussurra: “Coraggio! Anche nell’errore sono sempre vicino a te.”. Anche se non fosse in questo modo una frase del genere potrebbe creare qualsiasi cosa.

Forse uno spiraglio di luce c’è. Quella tua voce interna che ti continua a urlare nelle orecchie “CONTINUA PER DIO!”.

Non è come la speranza di vincere una lotteria o una gara podistica. Se questa speranza si avvererà io avrò paradossalmente rovinato la mia vita.

Consapevole di questa scelta, sempre e per sempre, io continuo.

Grazie a Giuseppina e Roberto.

P.S. Vorrei continuare a scrivere, ma bestemmiando il mondo e tutti i suoi dei per avermi lasciato abbagliare da storie ritorte fini a se stesse. Se pur quelle storie stupide sono morte, o voglio che muoiano, allora la mia storia deve continuare. E’ tempo di entrare nel livello “HARD”.

Se lo sento lo scrivo:

” Non me ne fotte un cazzo porco dio ladro. Nemmeno più la morte mi fa paura e forse questa è l’unica cosa di cui devo ringraziarvi. Ma per lasciare il tempo alla morte devo prima vincere io. Ed è questa la mia vittoria. Sia sotto un ponte che in cima al mondo. Sono io! Nessun altro. E nessun’altro mi potrà vietare il minimo sfizio o vizio che mi passi per la testa.  NESSUNO! PORCA MADONNA! Io. Io. Io. IO! ”

Grazie ancora, è stato un piacere.

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