Andiamo al Cinema – The Wrestler

17 03 2009

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The Wrestler è obiettivamente il film più bello che abbia mai visto in una sala cinematografica.

Le parole sono abbstanza superflue. Aronofsky e Rourke si sono estremamente superati. Il primo per una caparbia interpretazione della macchina da presa. “The Ram” è preso solo di spalle fino ad un buon quarto di film e oltre. Curiosa l’analogia con la figlia: Stephanie. Lei viene presa sempre col volto rivolto verso la cinepresa. Solo in un occasione viene ripresa di spalle, quando sta per incontrare il padre e tentare una riappacificazione. Molto curioso.
Mickey “The Ram” viene amato sin dai primi minuti. Il suo essere bambino che gioca in una finzione, con tutti i suoi più cari amici attorno è molto grottesco nel complesso. Un bambino che non ha paura di farsi male. Quel bambino che gioca continuamente, vuole giocare e morirebbe per il suo gioco. Perchè, in fin dei conti, il mondo di un bambino, il mondo di un sognatore è molto diverso dal mondo reale e, perlopiù, non possono entrare in contatto.

Randy gioca in una finzione continua, una finzione che però fa male. Molto male. Sia al corpo che alla mente. Tutti gli affetti saltellano su emozioni tra odio e amore. I fan, la figlia, la spogliarellista, i “colleghi”. Randy accoglio ogni suo nuovo gioco con antipatia, così come per ogni bambino che non riesce ad accettare da subito una novità. Poi si abitua e comincia la lotta verso l’adulto che è in lui. Verso quelle emozioni che si è portato in un tempo bloccato per chissà quanti secoli.

Io amo questo tipo di film. Sono rimasto fermo, zitto, a pensare e forse anche ad imparare qualcosa. Sia durante che dopo.

Il problema, o meglio, il lato oscuro è solo il cinema. Forse un problema relegato alle mie zone. Il commento più intelligente tra i miliardi è stato “quante mazzate gli ha dato!”…. potete immaginare il resto. Non degni. Ma il mio andare al cinema forse puntava proprio a questo, a rendermi conto nel mondo odioso in cui mi trovo.

“Il film più brutto che ho mai visto, po’ nun se capisce. Ma alla fine che fa?”. Beh, niente da dire. I vari Natali a Cristo, ecc. li fanno proprio per gente come te. Complimenti. Mi stupisco di come tu non sia andato a vedere “Barbie e i tre porcellini”. Probabilmente avresti imparato qualcosa anche da lì.

Sono sicuro che quando riguarderò The Wrestler, questa sorta di recensione sarà molto più articolata ed esaustiva.

In ogni caso, Aronofsky, è l’unico capace di strapparmi una lacrima. 😛 È molto appagante, già.
Grazie Darren.

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