Considerazioni sul presente

24 03 2009

Questo presente è molto strano. Non posso dire di non averlo immaginato, ma così è davvero troppo. È strano perchè tutto scorre lento e docile. Questo presente sembra dormire, riposa aspettando un qualcosa che deve arrivare. Potrebbe essere qualsiasi cosa, ma non voglio immaginarlo. Immagino troppo e crescono dentro di me arbusti innaturali che cercano di sbocciare dentro di me. Contenerli è impossibile. Probabilmente il presente aspetta il momento giusto per svegliarsi perchè gli serviranno tutte le forze possibili; che sia l’ennesimo crollo o una delle rare vittorie. D’altra parte il mio piccolo lato razionale mi obbliga a porre una diga su questo torrente: che crolli subito o la piena avrà conseguenze terribili.Purtroppo il lato razionale non è così interessante quanto quello da sognatore. Il reale è netto e ben definito, spigoloso e… banale. Il sogno è frastagliato, sfumato, senza contorni e così ambiguo da assumere forme che a volte… somigliano al reale :P. Probabilmente è lo stesso desiderio che arde a marcare i contorni, come un lancio verso il vuoto e la flebile speranza che giù, in basso, in fondo al luogo dove riposano gli stessi sogni, ci sia qualcosa ad attenuare il tonfo. Per quanto flebile, però, la speranza è parte integrante di questa figura sfumata. Che sia anche curiosità o voglia di scoprire se quell’immagine sarà così banale da definirla reale.

Ma la realtà è il gioco in cui vivo. Sinceramente, non mi dispiace giocare alla realtà, ma per rilassarmi ho bisogno anche di spegnere un attimo tutto. A volte, quando poi riaccendo e ricomincio a giocare, spero e penso che è possibile cambiare completamente il gioco. Poi penso un po’ più profondamente: non tutti giocano. Alcuni ci stanno talmente dentro che non riescono ad uscire nemmeno per un attimo dal gioco. Alcuni non giocano, vivono e basta. E sarà questo essere infantile che mi rende così assurdo agli occhi della gente.

Questo presente è, sì, molto strano. Mentre scrivo, penso e smetto per un attimo di giocare. Vedo immagini che vanno aldilà della concezione umana delle cose. Ma so che non è così. È talmente alta la torre da costruire che crollerà prima che abbia raggiunto il terzo piano, distruggendo il verde sotto di essa. Ma i giochi sono così, come tutti del resto, anche quelli reali.

Credo che l’uso d’una parola invece di un’altra è intrigante al punto da poter cambiare completamente il senso di un discorso, pur avendo, le due parole, lo stesso significato. La cosa interessante, per qualcuno che legge, è capire quale altra parola si sarebbe potuta usare per cambiare quel discorso. Per farlo diventare così chiaro, che potrebbe anche accecare chi lo guarda per troppo tempo o far distogliere lo sguardo per sempre.

Grazie.

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