Problemi

13 07 2009

Non scrivo da giorni, forse mesi. Non ho nemmeno controllato. Perlopiù scrivo questa sera, nella quale mi attendono soltanto 3 ore per cercare di dormire. Sento voci. Sento voci distanti e sensazioni interne che mi dicono cosa accadrà domani, fra un attimo o anche fra un mese. Non voglio perdere quel minimo di lucidità che mi rendere consapevole di ciò che accade. Per carità tutto come deve andare fin’ora. Sta andando come era nella mia testa…. o forse come dicevano le voci.

Ciò che sto scrivendo è come una parola in un confessionale. Ma il confessionale è infido, si sa. Non si potrà mai sapere se quello dall’altra parte della grata spiffererà tutto a tutti o se sarà solo quella figura feticista a farlo. L’uno o l’altro prima o poi lo farà. Che siano voci immaginarie oppure reali, non fa differenza.

Spero di poter trovare nuova ispirazione dalla consapevolezza che, oramai, tutto nella mia testa vola e viaggia oltre ogni confine. Bisogna stroncare assolutamente pensieri esterni a me stesso. E che siano pensieri miei e non della mia testa.

Sembra strano, ma io vedo una netta differenza tra queste due cose. Sin da piccolo immaginavo la testa come un insieme di almeno tre strati. La parola, il pensiero e ciò che li governa. Nel preciso ordine dal basso verso l’altro. Da un paio di giorni a questa parte (o forse pure di più) ho scoperto il quarto elemento. Un qualcosa che si inserisce e abbraccia queste tre costanti/variabili. È l’unione.

La teoria del quattro, nata circa 10 anni fa, si conferma ancora una teoria che mi porterà oltre qualsiasi sensazione. Lo scoprire ogni anfratto della mente, di ciò che la governa e di tutto quello che poi il corpo fa. C’è un unione in tutto, così come ci sono due opposti e una via di mezzo. Penso che la ricerca del senso della vita, della mia vita, sia estrapolare dalla realtà di ogni giorno questi quattro elementi.

D’altra parte non è così facile, ma sono convinto più di questo che di qualsiasi altra cosa.

Questo mi rende pazzo? Assurdo?

Questo mi rende cosa?

Nella mia testa rimbomba la frase di un vecchio film: Ghostbusters; “Sei tu un Dio?”.

Spero di no. O è solo la domanda a rendermi ciò che sono?!

Buonanotte.

Problemi? Il problema vero è che, scrivendo tutto questo, sono completamente lucido. O forse no?