Inverno [F. De Andrè]

28 08 2009

Ascolta questa tromba.
Sei vestito di scuro, sei solo e cammini in una fredda serata di novembre. Cerchi un posto per distrarti e gli occhi scrutano il nero davanti a te, quando una luce blu t’invade.
Un neon, che forma le parole “Blue Moon”.
Tre scale, una porta e cominci a sentire questo malinconico pezzo jazz. Apri, il locale è più scuro della notte che avevi lasciato poco fa.
Pochi tavolini e poche persone sedute. Fumano tutti, quella nebbia si confonde tra le soffuse luci azzurre e ti immagini di come sia simile alla neve di poco fa.
Trovi un tavolo libero e ti siedi lì, sempre da solo. Il silenzio è rotto solo dalla tromba che ti sussurra nell’orecchio: “anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino”, t’accendi una sigaretta, il fumo t’avvolge e tutto si spegne quando la voce scandisce “Sale la nebbia sui prati bianchi….”

INVERNO – FABRIZIO DE ANDRÈ

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.





Big & Da Grande

26 08 2009

Fiero, orgoglioso di essere ancora, sostanzialmente un bambino.

Non troppo innocente, ma sicuramente un bimbo troppo cresciuto.

Nei film bisogna guardare il pensiero che trasmettono. Talvolta non soffermarsi ad una regia da oscar o a una trama complicata…. non è sempre essenziale.

Per chi si sente ancora bambino…





Nostalgia di tutto…

21 08 2009

<OverSoul> vabbe
<OverSoul> io me ne vado
<OverSoul> nn sono + accettato
<OverSoul> bastardi del cazzo
<OverSoul> >:\
<gour4nga> OverSoul: sei accettato
<gour4nga> non dire caccate =)
<gour4nga> te devi rimanere
<gour4nga> sei parte integrante dell’universo
<gour4nga> se mancassero i tuoi atomi
<gour4nga> l’atomo primordiale
<gour4nga> che ha dato origine all’universo
<gour4nga> non sarebbe andato in massa critica
<gour4nga> e non ci sarebbe stato il big bang
<gour4nga> quindi servi =D

I cari bei vecchi tempi di IRC….

urge una canzone molto allegra 😀

Alegria
Come un lampo di vita
Come un pazzo gridar
Alegria
Del delittuoso grido
Bella ruggente pena
Seren
Come la rabbia di amar
Alegria
Come un assalto di gioia

Alegria
I see a spark of life shining
Alegria
I hear a young minstrel sing
Alegria
Beautiful roaring scream
Of joy and sorrow,
So extreme
There is a love in me raging
Alegria
A joyous, magical feeling

Alegria
Como la luz de la vida
Alegria
Como un payaso que grita
Alegria
Del estupendo grito
De la tristeza loca
Serena
Como la rabia de amar
Alegria
Como un asalto de felicidad





From the heaven of my heart [Amorphis]

16 08 2009

È uscito già da un po’. Si parla di Skyforger, ultimo album degli Amorphis.

Ad essere sinceri dopo il cambio del cantante, leader sin dalla fondazione del gruppo, ero un po’ titubante su quello che potevano essere i nuovi Amoprhis. Quest’album mi ha fatto capire cosa sono gli Amorphis.

Per quanto riguarda la trama, si basa completamente sul poema finnico “Kalevala” (di cui scriverò a breve qualcosa) mentre le sonorità, se paragonate a quelle dei vecchi album, sono nettamente più calme e razionali. Frutto di un lavoro di ricerca, secondo me, assurdo. In alcuni pezzi, quali “Sampo” e “Silver Bride” sembra quasi d’accarezzare la gelida aria finlandese, per il pezzo che vi propongo, invece, l’atmosfera è surreale. Quasi eterea.

Ma come mai ho capito cosa sono gli Amorphis? Perchè Amorphis d’altra parte significa amorfi. Senza forma alcuna. Per i bigotti potrebbe sembrare un punto sfavorevole, ma se analizziamo bene la loro storia non è assolutamente così.

Nei primi album, gli Amorphis, si sono caratterizzati per sonorità ribelli al limite del brutal. Pian piano si sono trasformati in un grind meno graffiante per arrivare a pezzi che sfioravano il doom. Da Tuonela (chiamato anche Tuoni, Manala o Mana è il reame dei morti nel Kalevala; un po’ come l’Ade della mitologia greca) in poi abbracciano completamente le loro radici finniche cantando, come bardi medievali, le gesta epiche dei loro avi. Il suono è sicuramente meno cupo e man mano che si va avanti sparisce anche quel cattivissimo growl lasciando spazio a suoni melodiosi e antichi. Ora come ora, raccontando il Kalevala, posso dire, soggettivamente, di essersi avvicinati a un Folk Metal molto moderno.

Gli Amorphis hanno racchiuso nella loro carriera musicale quasi ogni genere del metal odierno. Un gruppo senza forma, capace di portare ai massimi livelli ogni cosa.

L’amorfità è sensazionale e questo gruppo è la prova vivente.

Ecco a voi:

From the heaven of my heart – Amorphis

I who have forged the heavens
I also have my king
To northland I was sent
I was cast to distant Pohjola
Enforced by my king’s spells
His orders undenied

From the small crumbs of earth
From a fleece of summer ewe
From a memory of a single seed
From the flair of a swan’s feather
I let the milk come seeping from the heaven
Heaven of my heart

There my skills were known to them all
They all knew my name
All knew of my might
And I forged a godly device
A machine divine
The gates of plenty opened by me

Dal fascino di una piuma di cigno…





Haavoittunut enkeli – Hugo Simberg

15 08 2009

Scopro soltanto oggi che il video postato tre giorni fa (Ho vinto!) si rifà completamente ad un opera dell’artista finlandese Hugo Simberg. Il quadro, Haavoittunut enkeli (l’angelo ferito), è stato dipinto nel lontano 1903.

L’artista ha sempre raffigurato scene alquanto tristi e mistiche. Questo dipinto, divenuto quasi il suo simbolo, raffigura una ragazza bendata con delle ali e alcuni ragazzi che la trasportano su una barella improvvisata. Uno dei ragazzi ha l’aria alquanto seria e preoccupata, come se fosse l’avvento di una catastrofe imminente. Inoltre si volta verso lo spettatore come aspettando qualche critica: il perchè stesse trasportando l’angelo ferito. Il ragazzo che sta davanti, invece, è vestito completamente di nero con il volto rivolto verso il basso. Come in lutto. Come se la sofferenza del mondo fosse tale da non poter guardare in faccia nient’altro che la nuda terra.

Questa netta differenza tra i due, perlopiù con l’angelo nel mezzo, probabilmente indica i due opposti, la rassegnazione e la sfida. Nel mezzo, invece, la neutralità più pura tra le due parti: un angelo ferito. Dietro di loro il più tipico paesaggio finnico: una distesa di terra con un lago e montagne sul fondo.

Osservando meglio il dipinto si nota che la ragazza, o l’angelo che dir si voglia, porta alcuni fiori bianchi nella sua mano. Sono quattro. Anche se ad un primo impatto potrebbero sembrarne cinque, contando gli steli dei fiori se ne riescono a contare soltanto quattro.

Coincidenze?

Non credo. Probabalimente l’antica teoria perfetta del quattro è stata già intravista da qualcuno. D’altra parte gli elementi sono soltanto quelli….

Il video postato in precedenza mostra ancora più elementi a favore della mia teoria. Siamo degli esseri, per la maggior parte, alquanto stupidi. Il cervello non fa di noi un essere pensante. Ogni essere vivente pensa e agisce. Persino una pianta. Quello che fa di noi un essere davvero pensante è la coscienza e, soprattutto, il saper pensare.

Meditate….

Intanto ecco a voi:

Haavoittunut enkeli – Hugo Simberg

the_wounded_angel___hugo_simberg

Amo la cultura finnica… e le sue fantasiose traduzioni.





Era proprio necessario saperlo? (parte III)

14 08 2009

1 ) Sono le patate e non la caffeina che ti svegliano meglio la mattina.
2 ) Alfred Hitchcock non aveva l’ombelico.
3 ) Una persona che fuma un pacchetto al giorno perderà circa 2 denti ogni dieci anni.
4 ) D’inverno non ci si ammala perché fa freddo, ma perché si sta troppo al chiuso.
5 ) Quando si starnutisce tutte le funzioni del corpo si arrestano, compreso il cuore.
6 ) Solamente il 7% della popolazione mondiale è mancina.
7 ) Una persona normale di 50 anni sarà rimasta 5 anni in fila.
8 ) Lo spazzolino da denti fu inventato nel 1498.
9 ) Una mosca vive circa un mese.
10 ) Tutti i piedi sono più grandi il pomeriggio che la mattina.
11 ) La maggioranza delle persone ha mangiato un ragno nel sonno
12 ) Gli struzzi mettono la testa sotto la sabbia per cercare l’acqua.
13 ) I soli animali che possono vedere di dietro senza girare la testa sono il coniglio e il pappagallo.
14 ) Se non ci fossero dei coloranti, la Coca sarebbe verde.
15 ) La sedia elettrica fu inventata da un dentista.
16 ) Le scaglie di pesce sono un ingrediente essenziale del rossetto per labbra.
17 ) Un chilo di limoni contiene più succo di un chilo di fragole.
18 ) 111 111 111 x 111 111 111 = 12 345 678 987 654 321
19 ) L’80% degli animali sono insetti.
20 ) Se mentre si affettano le cipolle si mastica del chewing-gum non si piange.
21 ) I denti dei castori crescono incessantemente per tutta la vita
22 ) Una farfalla ha 12. 000 occhi.
23 ) I coccodrilli non sanno tirar fuori la lingua.
24 ) I maiali sono tra i pochi animali che possono prendere un colpo di sole.
25 ) Negli Stati Uniti ogni giorno si vendono circa 200. 000. 000 M&M
26 ) Ogni minuto circa 40 persone vanno in ospedale perché sono state morse da un cane.
27 ) Ogni anno 40. 000 americani vengono feriti dal gabinetto.
28 ) Lavorando al computer si sbattono le palpebre 7 volte al minuto.

Alcune sono uguali alle precedenti, ma sono troppo pigro per eliminarle….





Continuando su cose antiche… – Melancholy (Holy Martyr) [Iced Earth]

14 08 2009

Tra tutte le cose antiche che in questi giorni sto ricordando non poteva assolutamente mancare questa canzone. La sentii in un periodo abbastanza particolare, nel quale i fatti reali della mia vita combaciavano in tutto e per tutto con questo pezzo.

Inutile dire che fu un periodo abbastanza triste. D’altra parte, sto notando, che i periodi tristi vengono alla mente molto più frequentemente che dei periodi felici. Questo fa nascere una considerazione….

È più probabile che, per qualche strano meccanismo, la nostra mente ricordi con più facilità i periodi malinconici o è perché i periodi “felici” prima o poi finiscono tutti (o quasi) in uno stato di disperazione assurdo?

Sinceramente sono molto più propenso verso la prima ipotesi, anche perché è troppo presto per parlare del “tutti” o “sempre”.

Ma và, sembro quel ragazzo sognatore di almeno 10 anni fa…. e di questo non me ne vergogno. Ne sono fiero. Sono fiero di ogni scelta fatta…. beh, non proprio tutte. Ma col passare del tempo mi accorgo che i cambiamenti sono inevitabili e che più tempo passa è più c’è qualcosa di concreto davanti.

GUTTA CAVAT LAPIDEM

Così dicevano i latini. Che dire? Grandi persone 😀 Piano, piano, con calma e razionalità. Solo così, probabilmente si può raggiungere qualcosa che possa definirsi, almeno apparentemente, VITA.

È sempre bello porsi come siamo davanti al passato. Che lo si voglia o no, si vedono le situazioni in modo alquanto obiettivo.

Bando alle ciance. Ecco a voi:

Melancholy (Holy Martyr) – Iced Earth

Make the sadness go away
Come back another day
For years I’ve tried to teach
But their eyes are empty
Empty too I have become
For them I must die
A sad and troubled race
An ungrateful troubled place

I see the sadness in their eyes
Melancholy in their cries
Devoid of all the passion
The human spirit cannot die
Look at the pain around me
This is what I cry for
Look at the pain around me
This is what I’ll die for

Make the sadness go away
Come back another day
The things I’ve said and done
Don’t matter to anyone
But still, you push me to see
Something, I can never be
Why am I their shattered king?
I don’t mean anything

I see the sadness in their eyes
Melancholy in their cries
Devoid of all the passion
The human spirit cannot die
Look at the pain around me
This is what I cry for
Look at the pain around me
This is what I’ll die for