Blinded by fear – At the Gates [Slaughter of the Bluegrass]

21 01 2010

E i macellai del bluegrass continuano a sorprendermi. Questa volta con un pezzo che ha segnato l’anno passato.

Dopo Punish My Heaven ecco il nuovo capolavoro-cover dei SOTB!

Blinded by fear – Slaughter of the bluegrass





On your time [Dark Tranquillity]

13 01 2010

On your time. La riascolto dopo non so quanti millenni. Devo ammettere, purtroppo, che non mi sono mai soffermato a leggere a fondo il testo. Mi lasciavo rapire dal ritmo regolare della batteria e dalla sinuosità della voce pulita. Con gli occhi di mille anni fa e per le parole che riuscivo a comprendere senza leggere il testo, credevo fossero due persone che stessero semplicemente ballando. Ma l’interpretazione non poteva essere più sbagliata. Poi, mi domando e chiedo, come ho potuto pensare che il maestro Stanne scrivesse una canzone che parlasse semplicemente di un ballo? Misteri che rimarranno irrisolti….

Oggi, però, mi è balzato agli occhi il testo della suddetta. E mentre i miei occhi scorrevano su e giù per le righe della canzone ho davvero compreso la poesia della canzone. O almeno credo…

Credo che la maggior forma di complicità e, sotto certi aspetti, di amore tra due persone, sia proprio il seguire lo stesso tempo e lo stesso ritmo. Che sia il tempo dei pensieri, il ritmo delle parole, il battito congiunto del cuore o ancora la congiunzione di due attimi diversi ma condivisi, non è importante. Quel tempo così nemico, che quando riesce a fondersi tra due persone diventa il metronomo di un qualcosa molto simile alla perfezione.

Il “tuo tempo” di Stanne penso voglia intendere proprio questo. Forse in maniera un po’ più intima, ma mi piace immaginarlo come un tempo che si possa adattare a qualsiasi cosa.

Dopo questa lunga introduzione non posso far altro che lasciare canzone, testo originale e traduzione. Quest’ultima, sicuramente, darà più spiegazioni di quanto ho fatto io.

Grazie Mikael.

On your time – Dark Tranquillity

Neither here nor there in our unity of twine
solitary sanity, traded in for life

once we crawled into the artificial night
all was left and I arrived on your time

there in the collision
wish answers could arrive
was I kept up for this?
did the physical emotion
break the fall of sleep?

I’d never thought of things that you would say
could never tell if what you said were lies

it’s in here eating
it’s down there drinking
be with me, not against me
bear with it, love against me

I’ve never known if there was enough time
could never tell if it was done just right

an icicle thrust
to soothe the disorder
between the eyes
where the well is the deepest

and so unease carried words
that spoke of no matter
was I held here for this?
did the path of devotion stay from what you felt?

I’ve never seen things here in this light
could never tell if your touch was deeper than skin

once I thought that what no time can heal
is here in me – but time proved me wrong
deeper still toward an outward pride
no more lies – I’m here on your time

_____________________________

Nè qui nè lì nella nostra unità di intreccio,
solitaria ragionevolezza, scambiata con la vita.

Una volta strisciammo nella notte artificiale
tutto fu lasciato e io arrivai al tuo tempo

Là nella collisione
mi augurai che delle risposte potessero arrivare
ero tenuto a galla per questo?
Fu l’emozione fisica
a spezzare il sonno?

Non avevo mai pensato alle cose che diresti,
mai compresi se ciò che tu dicesti erano menzogne

È qui che mangia.
È laggiù che beve.
Sii con me, non contro di me
Sopportalo, ama contro di me

Non ho mai saputo se c’era abbastanza tempo
mai compresi se ciò era fatto in modo giusto

L’urto di un ghiacciolo
per placare il disordine
im mezzo agli occhi
dove il pozzo raggiunge la massima profondità.

E perciò il disagio portò le parole
che parlarono di nessun argomento
sono stato tenuto qui per questo?
Il cammino della devozione si trattenne da ciò che hai provato?

Non ho mai visto cose qui in questa luce,
mai compresi se il tuo tocco era più pronfondo della pelle.

Una volta pensai che ciò che nessun tempo può guarire
è qui dentro di me – ma il tempo dimostrò che avevo torto.
Comunque più profondo verso un orgoglio esterno
niente più menzogne – sono qua al tuo tempo.





Considerazioni sul 2009 – “Il cambiamento”

1 01 2010

Anno 2009. Terra.

Comincia in modo avvilente. Aspettando qualcosa che non doveva giungere. Ma, come da titolo, e cioè considerando il fatto in sè, era un momento che ha battezzato in modo indelebile l’anno che stava per trascorrere. Il 2009 è stato l’anno del cambiamento quasi totale (e meno male) della mia esistenza.

Ovviamente non è da considerare importante il cambiamento in sè, ma è importante analizzare la scelta e il modo in cui il cambiamento si è concretizzato. È ovvio, allo stesso modo, che il modo repentino con il quale l’intera visione della vita è cambiata mi ha forse impaurito in un primo momento, ma sono convinto che la maggior parte delle volte la paura stessa sia un’emozione che sprona lo spirito ad agire. A sopravvivere.

Credo che, indelebilmente, quella paura mi abbia portato ai successivi cambiamenti che in egual misura hanno contribuito al “battesimo” dell’anno.

Non ho mai creduto davvero d’aver avuto paura di qualcosa. Ora, posso supporre che la paura che si insinua di più dentro di me è proprio quella del cambiamento. Non per questo, però, l’anno in questione deve essere considerato in modo negativo. Probabilmente la visione in prima persona di quella paura, ha costretto alcune parti di me a combattere per eliminare quel timore. Oltretutto mi ha costretto a guardare cose che assolutamente non davo per scontate, anzi, ho visto alcune parti e pensieri di me che ignoravo completamente.

È stato un passaggio essenziale che, bene o male, percorrono tutti (bah, non proprio). L’unico dubbio è non riuscire a capire se sia stato percorso in tempo, in anticipo o persino troppo tardi. Non chiedo questo al 2010, ma il proposito è di comprendere in tutte le sue parti il cambiamento dell’anno passato. Vorrei battezzarlo “La comprensione” ma forse è troppo spavaldo. Sia dirlo, che pensarlo, ora.

Addio 2009 e grazie. Spero che il tuo fratello maggiore mi aiuti a guardare sempre più profondamente dentro di te. Mi hai dato una spinta che nemmeno immagini. Confido nel futuro. Addio e requiem…. ma non per i sogni.

Ti regalo una canzone. Perchè probabilmente nel titolo e nel testo c’è ciò che mi hanno fatto i tuoi fratelli minori.

At the gates – Blinded by fear

‘We are blind to the
World within us,
Waiting to be born’

I cast aside my chains
Fall from reality
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth

The face of all your fears
All your fears unleashed
The face of all your fears

Born of the demon sky
Twisting reality
Sweet nauseating pain
Is death the only release?
Nauseating pain
Is death the only release?

The face of all your fears
All your fears unleashed
The face of all your fears

I cast aside my chains
Fall from reality
Suicidal disease
The face of all your fears
Now covered with sores
Humanity exiled
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth