Dilemma

16 10 2009

Se avessi delle ali, sarei perdonato?

Se avessi delle corna, ci sarebbero fiamme ad adombrare il mio sorriso?

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Legge contro il cristianesimo [F. Nietzsche]

3 09 2009

LEGGE CONTRO IL CRISTIANESIMO

Data nel dì della salute, nel primo giorno dell’anno uno
(– il 30 settembre 1888 della falsa cronologia)

Guerra mortale contro il vizio: il vizio è il Cristianesimo

Prima proposizione. – Viziosa è ogni specie di contronatura. La più viziosa specie d’uomo è il prete: egli insegna la contronatura. Contro il prete non si hanno motivi, si ha la prigione.

Seconda proposizione. – Partecipare ad un ufficio divino è un attentato alla pubblica moralità. Si deve essere più severi contro i protestanti che contro i cattolici, più severi contro i protestanti liberali che contro quelli di stretta osservanza. Il delittuoso dell’essere cristiani cresce vieppiù ci si avvicini alla scienza. Il criminale dei criminali è quindi il filosofo.

Terza proposizione. – Il luogo esecrando in cui il Cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia distrutto pietra su pietra e sia il terrore di tutta la posterità quale luogo abominevole della Terra. Su di esso si allevino serpenti velenosi.

Quarta proposizione. – La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.

Quinta proposizione. – Chi mangia alla stessa tavola di un prete sia proscritto: con ciò egli si scomunica dalla retta società. Il prete è il nostro Ciandala – lo si deve mettere al bando, affamare, menare in ogni specie di deserto.

Sesta proposizione. – Si chiami la storia “sacra” col nome che merita in quanto storia maledetta; le parole “Dio”, “salvatore”, “redentore”, “santo” siano usate come oltraggi, come epiteti da criminali.

Settima proposizione. – Il resto è conseguenza.

Friedrich Wilhelm Nietzsche, L’Anticristo, scritto a Torino nel Settembre 1888





Forse sono sbagli eterni…

2 09 2009

Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e s’incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno.Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e s’incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno.

Probabilmente non ho capito assolutamente nulla della vita. Oppure, l’ho sempre capita e sempre ignorata. Oppure, ancora, tutto quello che mi circonda, in questo infinitesimale pezzo di universo, non è fatto per me. Oppure la quarta soluzione, sarebbe (ma lo è) percorrere ogni strada che ci si presenta ed in ogni modo.

Già.

Proprio la quarta soluzione!





18 Marzo 2009

18 03 2009

Ben 24.

Giro di boa o tuffo nel vuoto?

Continuo a nuotare o mi lascio affogare?

Vorrei che le persone capissero molto anche dal minimo gesto. Ecco, questo è il mio proposito per quest’anno.

Un buon compleanno a me!

P.S. Domani sarà anche il mio non-compleanno! 😀





The black hole – Il buco nero

13 01 2009

Quanto è perverso il pensiero umano!

Lascia perdere. Quello che ti sembra fantastico ed unico prima o poi ti girerà le spalle e, paradossalmente, ti verrà contro. E potrebbe anche essere la tua fine.





La sedia di lillà [Alberto Fortis] e Dio (o un dio)

29 12 2008

Me l’hanno fatta scoprire oggi. Hanno vangato nei miei sogni. Scavato in profondità nel mio cervello.

A parte, ovviamente, l’odio che è cresciuto nei confronti dei “cantanti dell’oggi” qualcosa è cresciuto dentro di me. Forse la consapevolezza di un passato sicuramente più luminoso o, forse, di una realtà odierna completamente odiata.

Ma si! Mi guardo attorno constantemente. Guardo e non vedo nulla. Vedo qualcosa, qualcosina. Uno spunto. Forse un punto. Non esageriamo, è una virgola. Troppo poco in confronto al resto.

Io vedo il Dio di oggi vestito con indumenti di almeno 1.000€ l’uno e perlopiù senza avere il minimo valore. Cerco di spiegarmi meglio. Il Dio di oggi, vale a dire la persona in cui tutti credono, è la feccia…. Forse “il Dio” non è corretto. Mi scuso con i bigotti. Volevo dire “un dio”.

Ricomincio.

Un dio di oggi è la persona terrestre, umana, incapace di far nulla, capace di essere completamente frivolo e privo di senso, che segue constantemente le pecorelle del gregge dietro al pastore che, in questo caso, sta più inguaiato di lui. Un dio è chi si uniforma. Un dio di oggi è quello che compra la felpa da 200€ soprattutto perchè costa 200€, ma anche perchè l’altro dio (il pastore) la porta uguale.  Un dio di oggi non ha pensieri, non ha idee proprie. Il dio di oggi sa qualcosa perchè un tizio di fianco a lui la pensa e ha l’approvazione delle pecore. Un dio di oggi non ha principi, ha solo sentieri sporchi di merda da seguire. Questo dio ha bisogno del tuo male per crescere. Un dio di oggi che hai di fianco non pensa e non sa. Un dio di oggi non sa decidere.  Un dio di oggi non capisce. Un dio di oggi, ascolta ciò che gli dice il dio della televisione. Un dio di oggi, legge ciò che gli dice il dio della televisione. Un dio di oggi non sa decidere da solo. Un dio di oggi mi fa schifo.

Ho da pensare a qualcosa che va oltre. Non sono “il Dio”, o almeno non sono ancora arrivato ad esserlo (bigotti…. sorry), ma so pensare. Io so decidere. Io so avere un idea. Io so cosa fare.  Io so fare una cosa senza che gli altri la facciano. Io so guardare oltre. Io so che è meglio una birra che un vestito. Io so che è meglio vivere che sbavare davanti a “lucignolo”. Io so informarmi di ciò che succede attorno a me. Io so di avere un’idea propria. Io so di essere io. Io, almeno, esisto.

Il marchese del grillo docet: Mi dispiace. Ma io so io e voi non siete un cazzo!

Mi sono dilungato anche troppo. Vi lascio questo capolavoro. Andatelo a raccontare ai “MITI DI OGGI” e vi prego…. mandateli ‘affanculo da parte mia.

Stava immobile nel letto
con le gambe inesistenti
e una piaga sulla bocca
che seccava il suo sorriso.
Mi parlava rassegnato
con la lingua di chi spera,

di chi sa che è prenotato
sulla sedia di lillà.


Ogni volta che rideva
si stracciavano le labbra
e il sapore che ne usciva

era di stagione amara.
Le sue rughe di cemento
lo solcavano di rosso
prontamente diluito
da una goccia molto chiara.


“Penso troppo al mio futuro”
ripeteva delirando,
“penso troppo al mio futuro,
penso troppo e vivo male.
Penso che tra più di un anno
cambieranno i miei progetti.
Penso che tra più di un anno
avrò nuove verità
ma tu non farmi questo errore
vivi sempre del momento
cogli il giorno e tanto amore
cogli i fiori di lillà'”


“Quanti amici hanno tradito”
continuava innervosito,
“quanti amici hanno tradito
per la causa dell’amore”.
Sono andato a casa sua,
sono andato con i fiori
m’hanno detto che era uscito
che era andato a passeggiare
ma vedevo un’ombra appesa
la vedevo dondolare
l’ombra non voleva stare
sulla sedia di lillà.

Tutti voi non siete un cazzo!





Sguardo o parola

27 12 2008

A volte le parole sono ininfluenti quanto, soprattutto, superflue. La maggior parte delle volte può bastare uno sguardo perso. Senza avere la cognizione dello stesso, solo perchè le pupille si incontrano. La cognizione di tutto è persa. Lo scrutare sembra invadente e imbarazzante, ma la stessa pupilla che ricambia la direzione, in modo totalmente opposto, non si rende conto di nulla quasi.

È tutto così leggero e indifferente.

Il silenzio accoglie la direzione degli sguardi persi; uno nel nulla, l’altro nel tutto. La direzione è semplicemente la via di mezzo. L’unione è solo il sogno. È la nebbia.

4. 4. 4. Sempre 4.

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