Amorphis – Ethereal Solitude

22 10 2012

Blackness falls on empty calmness
the night is full
I kissed the frozen sweetness
the mist around my grief

don’t let the past wear you down
let go of the life that haunts you tonight
don’t let the silence take the sound

alone and isolated
ethereal solitude
you can keep all your secrets
there’s no one to hold on to

don’t let the past wear you down
let go of the life that haunts you tonight
don’t let the silence take the sound

don’t let the past wear you down
let go of the life that haunts you tonight
don’t let the silence take the sound





Einherjar

21 09 2012

Quanto vi amo fottuti vichinghi. Quanto amo la vostra struggente poesia, epica e brutale, ma allo stesso tempo caratterizzata da profondo rispetto per quelli che in fondo sono i valori dell’intera umanità. Ma quello che mi affascina di più  quella purezza antica, ormai persa, che vi accoglie e vi abbraccia nel passato e nel presente è il più profondo rispetto. Il rispetto del coraggio, dell’umanità e, perchè no, della forza e della poesia.

Nei miei giri senza senso sul tubo, tempo fa, mi sono imbattuto nella sua parte metal. Scovando e curiosando mi si presentano davanti i King of Asgard. Asgard, dove Odino siedeva sul suo trono, dio della guerra, della magia, della sapienza e della poesia. Devo assolutamente ripetere: guerra, magia, sapienza e poesia. Guerra e Poesia. Mi domando quale mente geniale abbia saputo abbinare queste quattro arti. Magia e Sapienza. Quale dio, in tutte le religioni e leggende, ha mai avuto tale lungimiranza per abbracciare arti così contrapposte ma fondamentalmente legate indissolubilmente. Che sia fantasia o meno, bisogna ammettere che è una fantasia perfetta.

I King of Asgard mi giungono alle orecchie con un bel riff di stampo death metal melodico. Come non apprezzarlo 😀 Ma più di tutto mi affascina la parola Einherjar. Mai sentita. E io che del Kalevala credevo di saperne abbastanza… mai presunzione fu più pesante. A volte mi dimentico di ciò che dico a me stesso: non so assolutamente nulla. Curioso come sono devo assolutamente sapere cos’è Einherjar, ed è lì che il dottor wikipedia mi viene in aiuto. Cito testualmente:

Einherjar
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Nella mitologia norrena, gli einherjar o einheriar erano gli spiriti dei guerrieri che erano morti combattendo molto valorosamente in battaglia.

Etimologia
Il nome in norreno si potrebbe rendere con “soldato-in-armata”. Il singolare della parola sarebbe einheri, la cui etimologia deriverebbe dal Germanico popolare aina-harj-arja. È spesso interpretato come “combattente notevole”, ma potrebbe significare inoltre “coloro che combattono [ora] in una sola armata”, poiché quando erano vivi sulla Terra erano divisi fra varie bande ed eserciti, ma ora che sono morti sono tutti riuniti per un’unica causa, i Ragnarök. L’etimologia è la stessa del prenome Einar.

Ruolo nella mitologia norrena
Dopo che erano morti, le Valchirie scortavano metà dei caduti nel campo di battaglia nel Valhalla (questa metà è composta da “einherjar”), che fa parte del Paradiso norreno.

L’altra metà viene condotta a Sessrumnir, il luogo di Freyja. Il Grimnismál descrive il Valhalla come un edificio con 540 porte e attraverso ognuna di queste possono marciare contemporaneamente affiancati 800 guerrieri. Questo per rendere l’idea della mole del Valhalla e del numero di einherjar.

Ogni giorno sono svegliati da Gullinkambi, un gallo, e marciano fino al grande campo Idavoll, nel cuore di Ásgarðr per scontrarsi l’uno con l’altro in un combattimento. Alla fine della giornata, quando sono tutti fatti a pezzi, salvo pochi, miracolosamente guariscono e ritornano nel Valhalla, dove Andhrímnir, il cuoco degli dei, ha preparato un pasto per ciascuno di loro dal maiale di Sæhrímnir, che rinasce ogni giorno, e idromele, fatto con il latte di Heiðrún, una capra che si nutre delle foglie di Yggdrasill.

Gli einherjar allora trascorrono tutta la notte in festa con le adorabili valchirie finché non cadono addormentati, ubriachi. E così non si ricordano mai delle loro esperienze quotidiane con questa forte inebriazione.

Tutti gli einherjar combattono tutti i giorni, tutti gli anni, per essere un contributo fondamentale alle forze degli Æsir durante i Ragnarök, quando Odino li chiamerà per combattere le forze di Hel e i giganti.

 

Mi viene difficile pensare ad un commento. Guerrieri perfetti, forti e valorosi, che ogni giorno combattono in attesa dell’apocalisse. Guerrieri che vengono ricompensati con notti di idromele, valchirie e soprattutto dal maiale di Sæhrímnir, che rinasce ogni giorno. Non angioletti, nuvolette, arpette, la luce divina e cazzate varie. Non cazzeggio eterno, pregando e cantando. Non con la presunzione di essere vicini al loro dio e nemmeno con quell’occhio superiore che li fa osservare ciò che c’è sotto di loro (paradiso e inferno casomai) Degenero assoluto, sapendo che non ricorderanno più nulla di quella notte, sapendo che si sveglieranno da una sbornia colossale, sapendo solo di dover combattere. Per la fedeltà che li ha contraddistinti da vivi, per il rispetto incodizionato. Perchè la cosa più importante è non porsi domande. Agire.

Probabilmente il pensiero, del quale TUTTI siamo capaci, non è così indispensabile. L’ho sempre detto: beata ignoranza. Per quale motivo ci poniamo ogni giorno domande assurde? Su di noi, su ciò che ci circonda, quando non sappiamo cosa dover fare, quando la voce dell’istinto è diventata così silenziosa. O forse la lotta di alcuni è proprio la ricerca della risposta? Un combattimento verso il male che sta piano piano avanzando, quel male raffigurato dall’ovvietà e dalla banalità. Dalla stupidità e dal bigottismo. È probabilmente porsi come combattente sacro di fronte al mondo, aspettando la battaglia finale, a volte anche combattendo contro noi stessi.

E arriverà la notte con alcool, donne e maiale sacro che rinascerà sempre. Gli Einherjar però non ricordano nulla della loro notte. Che sia forse già passata? Io non lo ricordo, ma so che devo continuare a combattere, soprattutto contro me stesso. La notte dovrà arrivare di nuovo! Non dirò mai più “è passat a nuttat”… perchè è la cosa più brutta che potrei dire a me stesso.
Einherjar!

 

King of Asgard – “Einherjar”

Silence, hark and behold
Shattered fields, substantial darkness… and a swallowed sun
A sudden void, a sacred ground… where Death has sung

Einharjar – Die before us one and all
Einharjar – Chosen to die by the glimpse of an age
Einharjar – Die before us one and all
Einharjar – Reunite, we all shall fall

Härjafader, a woven fate in the hall of the slain
Härjafader, and a shadow of a thousand…
…when the Wolf comes!

A glance cold, dreaful to witness… and to hold
Since dawn of time, awaiting… yearning unfold

Einharjar – Die before us one and all
Einharjar – Chosen to die by the glimpse of an age
Einharjar – Die before us one and all
Einharjar – Reunite, we all shall fall

 

 

 

 

 





La nascita di un sorriso

22 07 2012

Oggi tornavo a Roma con la  mia cara moto ed ero abbastanza preoccupato per la situazione meteorologica; se pioveva per strada mi infradiciavo tutto, dovevo rallentare per la pioggia e tante altre piccole cosucce molto antipatiche. Ero l’unico motociclista sull’autostrada, almeno per i primi 40-50 chilometri. Io, comunque, vado alla mia tranquilla velocità di crociera che si assestava sui 100/110 Kmh in prima corsia. Improvvisamente vedo nello specchietto una moto, anche lei che procede molto tranquilla anche se leggermente più veloce di me. Anche lei imbardata per un viaggio, con zaino, borse, ecc. Appena mi si avvicina, rallenta alla mia velocità, mi suona, mi saluta con la mano sinistra e con la stessa mi fa ONE con la mano.

Non mi era mai capitato, ma è lì che nasce il sorriso che mi accompagna per tutto il viaggio. Ripeto sembra una cazzata, se ci ripenso lo sembra pure a me. Ma sorridevo e mi cantavo continuamente:

Get your motor runnin’
Head out on the highway
Lookin’ for adventure
And whatever comes our way
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space

I like smoke and lightning
Heavy metal thunder
Racin’ with the wind
And the feelin’ that I’m under
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space

Like a true nature’s child
We were born, born to be wild
We can climb so high
I never want to die

Born to be wild





Probabilmente è questa la tristezza…

5 05 2012

Oggi, tornavo a casa in treno. In ritardo, ma prendendo il treno in anticipo. Mi siedo comodamente e comincio ad aspettare la partenza del treno. Dopo un po’ si siedono vicino a me un ragazzo e una ragazza. Involontariamente ascolto quello che dicono e capisco, dalle domande del ragazzo, che si sono conosciuti da poco. Ho ascoltato i loro discorsi per almeno 30 minuti; lei sembrava presa, divertita e coinvolta. Ma da quei discorsi sono riuscito a capire una sola cosa: io non riuscirò mai ad essere così banale come quel ragazzo…. MAI! 😦

 





Ritorno?

11 05 2010

Mi ritrovo qui a scrivere alle 6:30 del mattino perché tra tempo e tempo perso, tra lavoro e studio di quel tempo puro non ne ho più. Quel tempo che si dissolveva tra sogni mai fatti e pensieri sognanti. Sarà che la realtà ha preso il sopravvento e ha letteralmente divorato quel tempo o quei tempi, un po’ come i Langolieri.

Forse subendo le ripercussioni di quei cambiamenti passati, mi ritrovo dopo 4 mesi (guarda caso) a riscrivere qualcosa di insensato. Tralaltro cercando di farlo entro i dieci minuti che il proxy mi concede. Che bravo.

Considerando che non è importante, ora come ora, scrivere qualcosa di insensato (ma neanche sensato) e considerando che il tempo a mia disposizione credo sia quasi terminato, abbandono questo mini-articolo con una canzone.

Oltre alla brutal-music che cerca di svegliarmi ascolto attentamente le parole. Abomination reborn.

Suffocation – Abomination reborn

Sono tornato 😀





Considerazioni sul 2009 – “Il cambiamento”

1 01 2010

Anno 2009. Terra.

Comincia in modo avvilente. Aspettando qualcosa che non doveva giungere. Ma, come da titolo, e cioè considerando il fatto in sè, era un momento che ha battezzato in modo indelebile l’anno che stava per trascorrere. Il 2009 è stato l’anno del cambiamento quasi totale (e meno male) della mia esistenza.

Ovviamente non è da considerare importante il cambiamento in sè, ma è importante analizzare la scelta e il modo in cui il cambiamento si è concretizzato. È ovvio, allo stesso modo, che il modo repentino con il quale l’intera visione della vita è cambiata mi ha forse impaurito in un primo momento, ma sono convinto che la maggior parte delle volte la paura stessa sia un’emozione che sprona lo spirito ad agire. A sopravvivere.

Credo che, indelebilmente, quella paura mi abbia portato ai successivi cambiamenti che in egual misura hanno contribuito al “battesimo” dell’anno.

Non ho mai creduto davvero d’aver avuto paura di qualcosa. Ora, posso supporre che la paura che si insinua di più dentro di me è proprio quella del cambiamento. Non per questo, però, l’anno in questione deve essere considerato in modo negativo. Probabilmente la visione in prima persona di quella paura, ha costretto alcune parti di me a combattere per eliminare quel timore. Oltretutto mi ha costretto a guardare cose che assolutamente non davo per scontate, anzi, ho visto alcune parti e pensieri di me che ignoravo completamente.

È stato un passaggio essenziale che, bene o male, percorrono tutti (bah, non proprio). L’unico dubbio è non riuscire a capire se sia stato percorso in tempo, in anticipo o persino troppo tardi. Non chiedo questo al 2010, ma il proposito è di comprendere in tutte le sue parti il cambiamento dell’anno passato. Vorrei battezzarlo “La comprensione” ma forse è troppo spavaldo. Sia dirlo, che pensarlo, ora.

Addio 2009 e grazie. Spero che il tuo fratello maggiore mi aiuti a guardare sempre più profondamente dentro di te. Mi hai dato una spinta che nemmeno immagini. Confido nel futuro. Addio e requiem…. ma non per i sogni.

Ti regalo una canzone. Perchè probabilmente nel titolo e nel testo c’è ciò che mi hanno fatto i tuoi fratelli minori.

At the gates – Blinded by fear

‘We are blind to the
World within us,
Waiting to be born’

I cast aside my chains
Fall from reality
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth

The face of all your fears
All your fears unleashed
The face of all your fears

Born of the demon sky
Twisting reality
Sweet nauseating pain
Is death the only release?
Nauseating pain
Is death the only release?

The face of all your fears
All your fears unleashed
The face of all your fears

I cast aside my chains
Fall from reality
Suicidal disease
The face of all your fears
Now covered with sores
Humanity exiled
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth
Purgatory unleashed
Now burn the face of the earth





E Alice, nelle bottiglie, cerca le sue meraviglie…

21 11 2009

La storia del mondo, che si ripete nelle favole. Una storia che si ripete da millenni. La cosa interessante è cercare nelle favole e nei racconti, tutta la realtà che si rivela nelle nostre situazioni. Che siano le più intime o le più comuni.

Ed è bello rapportarsi ad un racconto come sia un qualcosa di scritto migliaia e milioni di anni addietro solo per parlare di fatti odierni.

Alice.