Tutto ciò è molto difficile per me. Sia per la situazione che si è creata che per i meri pregiudizi che la mia esperienza di vita ha disegnato.
….
l’esperienza di stasera è talmente importante da costringermi a rimandare questo racconto a domani. Voglio addormentarmi con la voce di chi mi ha fatto felice, più che scrivere. Anche se nessuno mi ascolterà sono costretto dai tempi e dalla condizione a dire (nonostante odi questa frase):
Arrivava quest’ora e come per magia c’era sempre qualcosa da scrivere. Non importava se era raccontare un fatto accaduto nella giornata o vagare tra astratte visioni.
Non bisognava nemmeno pensarci più di tanto, il trucco era rilassarsi e guardare una foto. Immaginare cosa sarebbe potuto accadere o ricordarsi di qualche istante e voilà… tutto prendeva forma, il tutto accompagnato da un immutabile sorriso. Le idee faticano ad arrivare, quella minuscola musa che somigliava ad una fata e mi sussurrava e consigliava ogni sera cosa scrivere… sparita. Zittita.
Sembra non sia cambiato molto. Stessa posizione, stesso luogo, stesso scopo. Ma non c’è più il sorriso. Spento. Andato. Puff.
È come perdere una piacevole abitudine anche se è ovvio che non è la cosa che mi dispiace più perdere. Mi rendeva fiero. Rendeva concreto qualcosa di impalpabile. Come se fosse la dimostrazione, oltre che verso tutto l’universo, verso me stesso che non era un sogno. “Ehi tu, è tutto reale. Te ne accorgi?”.
Come i bambini, non credo di saper più distinguere il vero dai sogni. Non so in cosa credere, in cosa sperare. Persino cosa desiderare, davanti a un puntino che graffia il cielo buio rimarrei zitto. Non voglio e non so più desiderare.
Il fato ha uno strano modo di esaudire i desideri. Molto ambiguo e diabolico. A volte ti dà davvero ciò che desideri ma ai suoi tempi e soprattutto a modo tutto suo. Come il diavolo che ti propone la perfetta via d’uscita, completamente logica e sensata. Ma a tutto c’è un prezzo… il tutto pagabile a comode rate. Giorno per giorno fino a quando il guscio che ci racchiude non decide in un bell’istante di smettere di respirare. Conto chiuso. Debito saldato e siamo tutti più contenti.
Ormai ho paura di desiderare qualsiasi cosa.
Buonanotte OltreAnima. Questa notte, e per tutte le notti, sai bene cosa ti accompagnerà. Era il tuo desiderio, giusto? Ora tienitelo e portatelo fin nella bara o in un qualsiasi altro luogo visiterai da morto.
In 28 anni di vita non mi ero mai trovato a mangiare in un ristorante senza nessuna compagnia. Sarà che mangiare soli è una delle cose più tristi al mondo o che non ne ho mai trovato l’occasione. Non saprei, ma tutto ha il gusto del povero e del raffermo. Come se dovesse essere stata un’esperienza da vivere molto tempo fa.
Di fianco al mio tavolo c’è una coppia. Lei molto carina, lui lo conosco di vista ma non riesco a ricordarne né il nome né qualsiasi altra informazione. Quello che mi salta all’occhio è come lei sia così entusiasta, presa, coinvolta e piena di passione mentre lui è annoiato, non vede l’ora che si vada via da questo luogo. Mi domando con tono innocente: “sei a cena con la donna che probabilmente dici di amare, come fai a essere annoiato mentre lei si racconta, si sfoga o si confida?”. Inizialmente lo stupore e l’incredibilità mi offuscano ma la risposta è così ovvia: “non gliene frega un cazzo se non andare il prima possibile a scopare”….
Lo stupore persiste tuttora e quindi mi chiedo se in questo mondo sono io sbagliato, tutto il resto oppure se in 7 miliardi di persone esiste un solo essere umano che la pensa come me.
Non si tratta di maschilismo o femminismo. Tutto ruota intorno al fatto che il non essere sinceri disintegra quella dimensione pura che, a mio parere, sta alla base di qualsiasi rapporto.
Io sto sempre seduto e al mio fianco c’è un altro tavolo. C’è una persona che conosco e che, probabilmente, mi saluta spesso solo per dire: “ciao ti conosco”. Trovandomi da solo in un posto e normale che la gente si faccia domande. Forse il mio stesso stupore ma in una cognizione diversa. Mi trovo circondato da un mondo che mi conosce ma che fa finta di non vedermi. Il fatto che tutto ciò mi faccia piacere non fa che trasportarmi verso una semplice risposta: tutto ciò è cosa buona.
Da Freud a Jung la maggior parte dei “pensatori della mente” ha affermato che sognare di morire rappresenta il bisogno inconscio di cambiare una parte della propria vita. Dopo il sogno e le vicissitudini di oggi, una piccola parte di me crede che il proprio cervello sia molto più profondo di quanto si sia mai visto. Che forse ciò che l’inconscio vede è completamente puro e la semplice analisi della realtà stessa. In pratica e in fondo sono molto più intelligente di quanto possa immaginare.
Vorrei desiderare di essere sempre lucido ma so che me ne pentirei. So anche che “me stesso” rappresenta nient’altro che ciò che voglio. Non è un entità a se, semplicemente ciò che sono.
Couldn’t save you from the start
Love you so it hurts my soul
Can you forgive me for trying again?
Your silence makes me hold my breath
All the time has passed you by
For so long, I’ve tried to shield you from the world
You couldn’t face the freedom on your own
Here I am
Left in silence
You gave up the fight
You left me behind
All that stands forgiven
You’ll always be mine
I know deep inside
All that stands forgiven
Watched the clouds drifting away
Still the sun can’t warm my face
I know it was destined to go wrong
You were looking for the great escape
To chase your demons away
For so long, I’ve tried to shield you from the world
You couldn’t face the freedom on your own
Here I am
Left in silence
You gave up the fight
You left me behind
All that stands forgiven
You’ll always be mine
I know deep inside
All that stands forgiven
I’ve been so lost since you’ve gone
Why not me before you?
Why did fate deceive me?
Everything turned out so wrong
Why did you leave me in silence?
You gave up the fight
You left me behind
All that stands forgiven
You’ll always be mine
I know deep inside
All that stands forgiven
Non potevo salvarti fin dall’inizio Amarti così ferisce la mia anima Puoi perdonarmi per aver tentato di nuovo? Il tuo silenzio mi fa trattenere il fiato Tutto il tempo ti è passato accanto
Per tanto tempo, ho cercato di proteggerti dal mondo Non potevi affrontare la libertà da solo Eccomi qui Lasciato in silenzio
Ti sei arreso alla battaglia Mi hai lasciato alle spalle Tutto ciò è stato perdonato Sarai sempre mio So che dentro Tutto ciò è stato perdonato
Guardo le nuvole allontanarsi Ancora il sole non può scaldare il mio viso So che era destinato ad andare male Stavi cercando la grande fuga Per inseguire i tuoi demoni
Per tanto tempo, ho cercato di proteggerti dal mondo Non potevi affrontare la libertà da solo Eccomi qui Lasciato in silenzio
Ti sei arreso alla battaglia Mi hai lasciato alle spalle Tutto ciò è stato perdonato Sarai sempre mio So che dentro Tutto ciò è stato perdonato
Sono stato così smarrito da quando sei andato via Perché non me prima di te? Perché ha il destino mi ha ingannato? È andato tutto così male Perché te ne sei andato in silenzio?
Ti sei arreso alla battaglia Mi hai lasciato alle spalle Tutto ciò è stato perdonato Sarai sempre mio So che dentro Tutto ciò è stato perdonato
Coincidenze. Ti trovi a sentire per caso un paio di note che ti ricordano una canzone, si unisce la situazione che ti aiuta a ricordare sempre la stessa canzone, poi ti fermi a pensare a cosa dover o poter fare e ti trovi a ricordare sempre la stessa canzone. Coincidenze.
Sentenced – Neverlasting
Carpe diem… Seize the day before your life fades away Reach for the skies – for the distant sun And keep on hiding from the gun
No! You need to sell your soul for it´s great to lose control Can´t you feel that growing desire To go down with the blazing fire
You need to burn and reach the point of no return
– Waste no time dreaming in vain! You and I aren´t built to last – Go astray – the only way! You and I will make it fast – Burn the candle at both ends! Let´s take a ride before we fall – Leave no room for happy endings! And make it right for once and for all
Something´s twisted in your head for you live as you were dead So therefore you must play with the gun and be sure to have your fun
Take my hand and I´ll lead you astray for it´s the only way Let´s give in to the growing desire and go down with the blazing fire
We need to burn and reach the point of no return
– Waste no time dreaming in vain! You and I aren´t built to last – Go astray – the only way! You and I will make it fast – Burn the candle at both ends! Let´s take a ride before we fall – Leave no room for happy endings! And make it right for once and for all
————————-
Carpe diem …
Cogli l’attimo prima che la tua vita svanisca
Raggiungi i cieli – per il sole lontano
E continua a nasconderti dalla pistola
No! Hai bisogno di vendere l’anima
perché è bello perdere il controllo
Non senti che crescente desiderio
Per andare giù con il fuoco ardente
Hai bisogno di bruciare e raggiungere il punto di non ritorno
– Non perdere tempo a sognare invano!
Tu e io non siamo costruiti per durare in eterno
– Va fuori strada – è l’unico modo!
Tu e io lo renderemo veloce
– Brucia la candela da entrambe le estremità!
Facciamo un giro prima di cadere
– Non lasciare spazio a lieti fini!
E rendila giusta una volta per tutte
Qualcosa è contorto nella tua testa
per vivere come tu fossi morto
Così dunque si deve giocare con la pistola
ed essere sicuri di avere il tuo divertimento
Prendi la mia mano e ti condurrò fuori strada
perché è l’unico modo
Diamoci dentro al desiderio crescente
e scendiamo con il fuoco ardente
Abbiamo bisogno di bruciare e raggiungere il punto di non ritorno
– Non perdere tempo a sognare invano!
Tu e io non siamo costruiti per durare in eterno
– Va fuori strada – è l’unico modo!
Tu e io lo renderemo veloce
– Brucia la candela da entrambe le estremità!
Facciamo un giro prima di cadere
– Non lasciare spazio a lieti fini!
E rendila giusta una volta per tutte
Stavo rileggendo alcune bozze salvate. So che le ho scritte io, ne sono pienamente cosciente. Soprattutto riconosco il tocco 😉 ma rileggendole la cosa che mi è balzata alla mente, quella da farmi dubitare che fossi io la mente ad aver partorito quelle idee, era il fatto che non mi ci vedo più dentro. Parlavo di una persona simile a me, ma contemporaneamente differente. Più cupa, triste, chiusa in posizione fetale in un angolo della stanza.
Era una brava persona, nulla da obiettare. C’ho convissuto per la maggior parte della mia vita senziente, ad un certo punto dovevo farmela piacere per forza, tanto che ad un certo punto mi ero rassegnato all’idea di far mia completamente quella persona. Un po’ misteriosa, fugace. Un astronomico buco nero, attiravo la luce e la rendevo buia. Da parte, senza alcun riflesso particolare. Quasi sconosciuto e astratto. Sì, mi piaceva. Probabilmente mi piace tuttora e se reincontrassi questa parte mi piacerebbe ancora.
Allo stato attuale delle cose i cambiamenti sono estremi. Pensare che mi serviva soltanto sapere… O meglio aver fiducia nelle fiabe che accarezzano i bambini sussurandogli che i sogni si avverano. Ma è talmente impossibile… La coscienza umana è strana, sa di sapere ma lo rifiuta e lo fa sembrare una bugia. Coscienza, non razionalità. La razionalità di porta completamente fuori strada. Afferma con tutte le sue forze che è impossibile e ti porta dati. Numeri infiniti sui quali basare l’idea che è praticamente impossibile che si potessero congiungere così tante variabili.
E qui la mia sanità mentale viene a mancare. Quando sei abituato ad andare avanti il più razionalmente possibile, cercando di prevedere e valutare tutte le ipotesi, di badare alle parole e frenare qualsiasi tipo di istinto finquando non si ha la certezza empirica e tutto crolla come un castello di sabbia, è come se venissi completamente catapultato in luoghi che hanno l’odore di nuovo. Immacolati. Ed è tutto così nuovo che quasi impaurisci eppure quei posti stanno dentro. Lo sai pure che ci stanno, ma è troppo pericoloso aprirli.
Lo sappiamo tutti. È come un vaso di pandora al contrario che una volta aperto non si può più chiudere. Quei luoghi rappresentano tutte le speranze, i desideri e i sogni del bambino che è in noi. Hanno la stupefacente capacità di sprigionare ciò che è vita. E ci riescono costantemente una volta aperti. Sono accoglienti e dopo un po’ diventano la propria casa, l’unico luogo dove è possibile trovare quel piacevole calore che credevo impossibile da trovare.
Ma sono così pericolosi che se non vengono visitati spesso dopo un po’ appassiscono, diventano vecchi. Perdono quel profumo di nuovo per lasciare il posto a puro odore di tristezza. Rimetterli a posto a volte è impossibile…
Sono tornato a sognare. Ora credo che qualsiasi cosa sia possibile. Che il buco nero è soltanto un ricordo, che tutta quella luce assorbita ha bisogno ancora una volta di dar vita a quelle stanze. Che riacquisiscano quell’antico profumo…. ora che lo sento è completamente diverso da come l’avevo immaginato 😉
Bentornato Gianpiero.
Suburban me – In Flames
The self-inflicted state of mind A one-man struggle beneath the tower I think the clock still exists god just forgot to tap my shoulder
I woke up today I wish I felt something The odor of my apathy just might be true
I want to be the things I see The pilgrim that is me But I know I ain’t that free The suburban, that is me
Spirits rise and miss the eye Covered by the stench of judgment As gods reflection tests my pride I serve the failure that’s haunting me
Twisted visions torturing Who claims to be the one? That filtered smile just might be true
I want to be the things I see The pilgrim that is me But I know I ain’t that free The suburban, that is me
Can you hear the message, as I wrestle with the clouds? I’m on the way to succumb, It just might be true
I want to be the things I see The pilgrim that is me I want to be the things I see The suburban, that is me But I know I ain’t that free
Quanto vi amo fottuti vichinghi. Quanto amo la vostra struggente poesia, epica e brutale, ma allo stesso tempo caratterizzata da profondo rispetto per quelli che in fondo sono i valori dell’intera umanità. Ma quello che mi affascina di più quella purezza antica, ormai persa, che vi accoglie e vi abbraccia nel passato e nel presente è il più profondo rispetto. Il rispetto del coraggio, dell’umanità e, perchè no, della forza e della poesia.
Nei miei giri senza senso sul tubo, tempo fa, mi sono imbattuto nella sua parte metal. Scovando e curiosando mi si presentano davanti i King of Asgard. Asgard, dove Odino siedeva sul suo trono, dio della guerra, della magia, della sapienza e della poesia. Devo assolutamente ripetere: guerra, magia, sapienza e poesia. Guerra e Poesia. Mi domando quale mente geniale abbia saputo abbinare queste quattro arti. Magia e Sapienza. Quale dio, in tutte le religioni e leggende, ha mai avuto tale lungimiranza per abbracciare arti così contrapposte ma fondamentalmente legate indissolubilmente. Che sia fantasia o meno, bisogna ammettere che è una fantasia perfetta.
I King of Asgard mi giungono alle orecchie con un bel riff di stampo death metal melodico. Come non apprezzarlo 😀 Ma più di tutto mi affascina la parola Einherjar. Mai sentita. E io che del Kalevala credevo di saperne abbastanza… mai presunzione fu più pesante. A volte mi dimentico di ciò che dico a me stesso: non so assolutamente nulla. Curioso come sono devo assolutamente sapere cos’è Einherjar, ed è lì che il dottor wikipedia mi viene in aiuto. Cito testualmente:
Einherjar Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Nella mitologia norrena, gli einherjar o einheriar erano gli spiriti dei guerrieri che erano morti combattendo molto valorosamente in battaglia.
Etimologia Il nome in norreno si potrebbe rendere con “soldato-in-armata”. Il singolare della parola sarebbe einheri, la cui etimologia deriverebbe dal Germanico popolare aina-harj-arja. È spesso interpretato come “combattente notevole”, ma potrebbe significare inoltre “coloro che combattono [ora] in una sola armata”, poiché quando erano vivi sulla Terra erano divisi fra varie bande ed eserciti, ma ora che sono morti sono tutti riuniti per un’unica causa, i Ragnarök. L’etimologia è la stessa del prenome Einar.
Ruolo nella mitologia norrena Dopo che erano morti, le Valchirie scortavano metà dei caduti nel campo di battaglia nel Valhalla (questa metà è composta da “einherjar”), che fa parte del Paradiso norreno.
L’altra metà viene condotta a Sessrumnir, il luogo di Freyja. Il Grimnismál descrive il Valhalla come un edificio con 540 porte e attraverso ognuna di queste possono marciare contemporaneamente affiancati 800 guerrieri. Questo per rendere l’idea della mole del Valhalla e del numero di einherjar.
Ogni giorno sono svegliati da Gullinkambi, un gallo, e marciano fino al grande campo Idavoll, nel cuore di Ásgarðr per scontrarsi l’uno con l’altro in un combattimento. Alla fine della giornata, quando sono tutti fatti a pezzi, salvo pochi, miracolosamente guariscono e ritornano nel Valhalla, dove Andhrímnir, il cuoco degli dei, ha preparato un pasto per ciascuno di loro dal maiale di Sæhrímnir, che rinasce ogni giorno, e idromele, fatto con il latte di Heiðrún, una capra che si nutre delle foglie di Yggdrasill.
Gli einherjar allora trascorrono tutta la notte in festa con le adorabili valchirie finché non cadono addormentati, ubriachi. E così non si ricordano mai delle loro esperienze quotidiane con questa forte inebriazione.
Tutti gli einherjar combattono tutti i giorni, tutti gli anni, per essere un contributo fondamentale alle forze degli Æsir durante i Ragnarök, quando Odino li chiamerà per combattere le forze di Hel e i giganti.
Mi viene difficile pensare ad un commento. Guerrieri perfetti, forti e valorosi, che ogni giorno combattono in attesa dell’apocalisse. Guerrieri che vengono ricompensati con notti di idromele, valchirie e soprattutto dal maiale di Sæhrímnir, che rinasce ogni giorno. Non angioletti, nuvolette, arpette, la luce divina e cazzate varie. Non cazzeggio eterno, pregando e cantando. Non con la presunzione di essere vicini al loro dio e nemmeno con quell’occhio superiore che li fa osservare ciò che c’è sotto di loro (paradiso e inferno casomai) Degenero assoluto, sapendo che non ricorderanno più nulla di quella notte, sapendo che si sveglieranno da una sbornia colossale, sapendo solo di dover combattere. Per la fedeltà che li ha contraddistinti da vivi, per il rispetto incodizionato. Perchè la cosa più importante è non porsi domande. Agire.
Probabilmente il pensiero, del quale TUTTI siamo capaci, non è così indispensabile. L’ho sempre detto: beata ignoranza. Per quale motivo ci poniamo ogni giorno domande assurde? Su di noi, su ciò che ci circonda, quando non sappiamo cosa dover fare, quando la voce dell’istinto è diventata così silenziosa. O forse la lotta di alcuni è proprio la ricerca della risposta? Un combattimento verso il male che sta piano piano avanzando, quel male raffigurato dall’ovvietà e dalla banalità. Dalla stupidità e dal bigottismo. È probabilmente porsi come combattente sacro di fronte al mondo, aspettando la battaglia finale, a volte anche combattendo contro noi stessi.
E arriverà la notte con alcool, donne e maiale sacro che rinascerà sempre. Gli Einherjar però non ricordano nulla della loro notte. Che sia forse già passata? Io non lo ricordo, ma so che devo continuare a combattere, soprattutto contro me stesso. La notte dovrà arrivare di nuovo! Non dirò mai più “è passat a nuttat”… perchè è la cosa più brutta che potrei dire a me stesso.
Einherjar!
King of Asgard – “Einherjar”
Silence, hark and behold Shattered fields, substantial darkness… and a swallowed sun A sudden void, a sacred ground… where Death has sung
Einharjar – Die before us one and all Einharjar – Chosen to die by the glimpse of an age Einharjar – Die before us one and all Einharjar – Reunite, we all shall fall
Härjafader, a woven fate in the hall of the slain Härjafader, and a shadow of a thousand… …when the Wolf comes!
A glance cold, dreaful to witness… and to hold Since dawn of time, awaiting… yearning unfold
Einharjar – Die before us one and all Einharjar – Chosen to die by the glimpse of an age Einharjar – Die before us one and all Einharjar – Reunite, we all shall fall
Solo il titolo potrebbe far nascere paradossi e compromessi su cosa voglia dire. Me ne rendo conto e lo dico con la piena sincerità ma non con la piena coscienza di me. Paradosso anche questo. OK, credo sia meglio andare avanti.
Io non so veramente cosa vorrei scrivere, non riesco nemmeno tanto bene a farlo e penso che anche questo possa essere un paradosso… come il titolo, come la frase precedente, come tutto. Come questa frase stessa. È solo un cerchio che si chiude sempre nello stesso punto, un drago che si morde la coda. Credo sia comunque essenziale cominciare dal principio.
Penso sempre che queste mie parole, frasi, pensieri, non vengano lette da nessuno pur avendo la consapevolezza che siano su internet. Di contro, a volte, sono io stesso a divulgare l’indirizzo di queste parole; ma di contro, ancora, uso questo posto come promemoria per ricordare ciò che pensavo in alcuni momenti, importanti o meno. A tempi quasi regolari….
….
….
mentre scrivevo ciò è successo qualcosa di ancor più paradossale… quindi smetto. Poche parole per finire.
Oggi tornavo a Roma con la mia cara moto ed ero abbastanza preoccupato per la situazione meteorologica; se pioveva per strada mi infradiciavo tutto, dovevo rallentare per la pioggia e tante altre piccole cosucce molto antipatiche. Ero l’unico motociclista sull’autostrada, almeno per i primi 40-50 chilometri. Io, comunque, vado alla mia tranquilla velocità di crociera che si assestava sui 100/110 Kmh in prima corsia. Improvvisamente vedo nello specchietto una moto, anche lei che procede molto tranquilla anche se leggermente più veloce di me. Anche lei imbardata per un viaggio, con zaino, borse, ecc. Appena mi si avvicina, rallenta alla mia velocità, mi suona, mi saluta con la mano sinistra e con la stessa mi fa ONE con la mano.
Non mi era mai capitato, ma è lì che nasce il sorriso che mi accompagna per tutto il viaggio. Ripeto sembra una cazzata, se ci ripenso lo sembra pure a me. Ma sorridevo e mi cantavo continuamente:
Get your motor runnin’
Head out on the highway
Lookin’ for adventure
And whatever comes our way
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space
I like smoke and lightning
Heavy metal thunder
Racin’ with the wind
And the feelin’ that I’m under
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space
Like a true nature’s child
We were born, born to be wild
We can climb so high
I never want to die
Vola, corre e si nasconde. In un pensiero rubato o in uno sguardo nel vuoto.
Importante!
DISCLAIMER INTELLIGENTE
Il mio blog è aggiornato con costanza. Con la mia costanza. In pratica lo aggiorno quando mi pare. Aggiungo che probabilmente è un prodotto editoriale.
Detto ciò, me ne sbatto altamente della legge n.62 del 07/03/2001.
La Costituzione Italiana cita:
art. 21:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Ricordiamocelo eh!
Commenti recenti